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Nuovo piano bici: una cittadina-ciclista scrive al sindaco

Il Comune di Brescia ha di recente emanato un'ordinanza contro la sosta selvaggia delle biciclette. L'associazione Amici della bici ha raccolto l'appello di una ciclista a cui è stato sequestrato il mezzo

Il nuovo piano parcheggi del comune di Brescia prevede un capitolo specificio per le biciclette e per la sosta selvaggia dei mezzi a due ruote. Dalla scorsa settimana nel centro storico e nella stazione ferroviaria non è più possibile legare la propria bici ai pali della luce, ai cartelli stradali o qualsiasi paletto di arredo urbano.

Il divieto di sosta è indicato con appositi cartelli su cui campeggia la scritta “permanenza e deposito dei velocipedi” nelle principali vie del centro storico.

Per chi parcheggia irregolarmente avrà 24 ore di tempo per spostare la bici altrimenti verrà effettuata la rimozione forzata e il ciclista potrà riavere il mezzo dietro pagamento di una cauzione che va dai 25 ai 500 euro.

L'associazione amici della bicicletta di Brescia non condivide il provvedimento che rischia di scoraggiare chi decide di utilizzare la bicicletta a posto dell'automobile visto che si potrebbe arrivare ad avere lo stesso problema per le quattro ruote: la carenza di parcheggi con stalli regolari.

L'associazione ha dato spazio sul suo sito internet allo sfogo di una cittadina che ha scritto una lettera aperta al sindaco di Brescia Adriano Paroli e al suo vice Fabio Rolfi dopo il sequestro del mezzo.

La ciclista-cittadina racconta la sua disavventura tornata dal lavoro: " Ieri mattina sono arrivata in stazione alle 7.10 e non c'era più un buco libero per parcheggiare la bici. Dopo aver fatto un bel giro, la attacco alla ringhiera della aiuola accanto alla rastrelliera (Il treno era alle 7.27)".

"Torno alle 4 da Milano e la bici non c'è più!!! Disperata (ho appena speso più di 100 euro tra seggiolino per mia figlia, cestino e revisione generale), penso che me l'abbiano rubata. Mentre sono al telefono con mio marito si avvicina un ragazzo che mi dice: "guarda che te l'hanno portata via i vigili!". Io penso che scherzi ma lui insiste. Ancora incredula (non c’è nessun cartello) provo a bussare al posto di polizia municipale della stazione che è però (alle 16.15) chiuso. Chiamo i vigili al telefono e finalmente mi passano l’ ufficio di polizia amministrativa: 'si signora abbiamo sequestrato parecchie bici oggi'. Scongiuro il vigile di farmi andare subito a ritirarla ma “signora siamo chiusi al pubblico il pomeriggio e poi, cosa crede, devo ancora protocollarle tutte”. Esterrefatta e furibonda vado a casa a piedi".

La cittadina si informa e scopre il nuovo piano parcheggi che prevede il sequestro delle biciclette in sosta vietata, ma le disavventure non sono finite perché la signora si trova un magazzino poco accogliente dove sono ammucchiate le tante bici sequestrate: "Stamattina alle 8.30 vado a ritirare la bici in via Milano. In un magazzino sporco e puzzolente ci sono centinaia di biciclette e ciarpame vario. Trovo la mia, con un cartellino tipo valigia, con scritto a mano che era stata rimossa. L’agente, a onor del vero gentile e solidale di fronte alla mi arrabbiatura, mi comunica che mi arriverà una multa di 39 euro cui ho subito sommato 10 euro del lucchetto nuovo (mi hanno tranciato quello vecchio per rimuoverla). Ma che città è diventata Brescia? Macchine e SUV sono parcheggiate dappertutto e poi si portano via le biciclette alla gente che va a lavorare!".

La sfortunata ciclista rimane esterefatta quando legge dal sito del comune le proposte sulla mobilità sostenibile e attende le risposte dell'assessore Rolfi:  "Il vice sindaco Rolfi crede che la mobilità ciclabile debba essere incentivata e sostenuta affinché diventi sempre più una componente significativa del sistema di circolazione cittadino sull’esempio delle città nord europee. Ma chi pensate di prendere in giro?Aggiungo che vivo e lavoro a Brescia e utilizzo da sempre la bicicletta per comodità ma soprattutto per scelta. Sono indignata e pretendo – da cittadina – una spiegazione".



 

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