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Le iniziative territoriali del Pd: “Un’altra manovra è possibile”

Ora basta! Il primo partito d'opposizione anche a Brescia propone una nuova alternativa alla manovra correttiva approvata dal Governo: "Non è una manovra di Stato, è una manovra targata Pdl e Lega"

Il Partito Democratico di Brescia rilancia una nuova serie di iniziative per protestare contro la manovra finanziaria governativa definita da più parti come classista, con cinque incontri (da lunedì 19 settembre a sabato 1 ottobre), inaugurati con la presentazione delle controproposte alla finanziaria dello scorso 8 settembre. A Cedegolo in Valcamonica l’incontro con Enrico Letta e Alberto Bombassei (vicepresidente di Confindustria), poi quattro iniziative cittadine dedicate ai costi della politica, alla giustizia, al lavoro (nella sede della OM Iveco) e agli enti locali e al discusso patto di stabilità. Non mancheranno i grandi nomi della delegazione bresciana, da Guido Galperti al segretario Pietro Bisinella, dall’ex sindaco di Brescia Paolo Corsini a Pierangelo Ferrari, e poi Michele Orlando, Massimo Reboldi..

“Non crediamo assolutamente che questa manovra si sufficiente – commenta proprio il segretario provinciale Bisinella – anzi siamo convinti che un’altra manovra è possibile. Bisogna uscire da questa demagogia e da questo populismo, questo è un Paese che ha necessità di un futuro migliore, servono riforme vere e strutturali. Questo Governo vive ogni giorno nel caos più totale, in un disegno politico che crea solo confusione senza costruire nulla, in una logica che ha del gattopardesco. Vogliamo offrire una vera alternativa di Governo, perché questa manovra non è una manovra di Stato, è una manovra di una maggioranza politica targata Pdl e Lega”.

“Vogliamo stare sul territorio, a contatto con la gente – aggiunge il segretario del Pd camuno Pierangelo Milesi – per spiegare alla popolazione la genesi e le conseguenze di questa manovra. In questi mesi la pazienza degli italiani si sta esaurendo: il Pd vuole proporre una risposta alternativa a questo tipo di intervento economico, più che deprecabile a livello politico. Non è una manovra equa, l’esito non piacerà a nessuno: i problemi sono stati affrontati in maniera vergognosa. Il nostro compito è quello di comunicare un’iniezione di fiducia, e dimostrare che un Italia migliore è possibile”.

Sulla fragilità del Governo (che ha affrontato in questi giorni la sua 50ma fiducia) interviene anche il parlamentare bresciano Pierangelo Ferrari: “Nessun altro partito ha a cuore il Paese come il Partito Democratico, le nostre iniziative sono figlie di una grande cultura storica e politica. Noi di proposte ne abbiamo fatte, e tante, senza mai cadere nella demagogia come nel caso della proposta di abolizione delle Province. La nostra proposta di legge prevede la riduzione dei costi della politica senza l’abrogazione complessiva, ma è chiaro che ci sono Province e anche Regioni che non hanno senso di esistere. Dobbiamo mettere mano all’assetto istituzionale, e queste iniziative serviranno a dire, ma anche ad ascoltare”.

L’importanza della centralità del lavoro, e l’assurdità dell’articolo 8 del decreto correttivo, vengono ribadite da Paolo Pagani: “E’ giunto il tempo di un nuovo patto sociale, di un nuovo patto di diritti e di doveri, di un nuovo patto di crescita. Questa manovra è l’ennesima dimostrazione dell’incapacità e dell’impossibilità di colpire gli interessi e le corporazioni che compongono il blocco elettorale del centrodestra. E poi l’articolo 8, che mette in discussione i diritti del lavoro, e serve solo a mettere l’uno contro l’altro tutti i lavoratori. Proprio per questo sul territorio ci sono state molte risposte unitarie: dalla Beretta all’Iveco, scioperi importanti che valorizzano l’unità operaia”.

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