Martedì, 21 Settembre 2021
Politica

Terreno dell'università inquinato da Pcb: "Da dove è arrivato (e quando)?"

Interrogazione in consiglio comunale di Fratelli d’Italia, sui campioni contaminati da Pcb nell’area universitaria tra via Branze e viale Europa

Brescia, università di Ingegneria (foto d'archivio)

Fratelli d’Italia, per voce del suo consigliere comunale e Presidente della Commissione Bilancio Gianpaolo Natali, invoca maggiore trasparenza in merito al rinvenimento di tracce di Pcb in campioni di terreno prelevati nell’area universitaria sita fra via Branze e viale Europa. 

Da qui l’interrogazione formulata all’amministrazione comunale per chiarire i tanti aspetti rimasti ancora in sospeso. 
Il Pcb torna, nemmeno a dirlo, un tema di estrema attualità per la città dopo l’annoso caso Caffaro che il 9 febbraio scorso ha portato alla disposizione del sequestro dello stabilimento e all’applicazione di misure interdittive per il reato di inquinamento ambientale.

“Quello dell’area universitaria è un caso diverso – precisa Natali – nel senso che non sussistono attualmente gli estremi per allarmare studenti e comunità di Mompiano. Inoltre, l’Università, a seguito delle successive indagini predisposte, ha già rassicurato sulla compatibilità del terreno rispetto all’attuale destinazione d’uso a parcheggio. E pure il sito che ospita l’adiacente campo da baseball, su cui era stato accertato il superamento dei parametri in un solo campione di terreno identificato come riporto, risulta conforme e quindi da considerarsi non contaminato” precisa Natali. 

Permangono però diversi dubbi che l’amministrazione comunale ha il dovere a questo punto di estirpare: “Stante che l’area in questione non appare al momento tra quelle interessate dall’inquinamento da Pcb, bisogna capire come il Pcb sia appunto arrivato a far visita in una zona ben lontana dalle questioni di via Nullo. Sembra che gli ultimi lavori effettuati nel sito risalgano alla realizzazione dei sottoservizi per la metropolitana della città. A questo punto chiediamo di verificare se l’inquinamento sia circoscritto entro il perimetro già individuato o dobbiamo aspettarci nuovi rilevamenti sospetti e naturalmente se si tratti davvero, come pare, di terreno semplicemente di riporto. In sintesi: da dove e quando è arrivato il terreno inquinato?”.

I quesiti di Fratelli d’Italia vanno anche più a fondo: “È necessario a questo proposito anche un accertamento delle responsabilità. L’area, di proprietà dell’Università, subirà presumibilmente un considerevole deprezzamento e vogliamo quindi sapere, nel caso il rettore, come legittimo per tutelare gli interessi ell’ente, vorrà procedere con una causa di risarcimento danni all’indirizzo del Comune, quanto questo inciderà nelle casse della Loggia. 


In conclusione, non vorremmo che , una volta confermata una situazione non rischiosa per i cittadini, ad essere avvelenate siano invece in futuro le questioni di bilancio della città” dichiara Natali. 

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