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Turbativa d'asta, shock in paese: arrestato il sindaco, indagati i collaboratori

Il sindaco di Paspardo è in manette con l'accusa di turbativa d'asta: indagati anche il vicesindaco e l'assessore. Un nuovo caso sugli appalti scuote la Valcamonica

Foto d'archivio

Un'opera pubblica spezzettata in più lotti funzionali, tutti inferiori ai 40mila euro, così da non aver bisogno di appaltare i lavori, potendoli direttamente affidare in questo caso ad aziende amiche o conosciute: sono queste le accuse mosse dalla Procura della Repubblica al sindaco di Paspardo Fabio De Pedro, arrestato giovedì e attualmente ai domiciliari, ai suoi collaboratori politici Caterina Dassa, il vicesindaco, e l'assessore Aristide Salari, che sono invece indagati in stato di libertà.

Il blitz delle forze dell'ordine fa parte dell'indagine coordinata dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani: i carabinieri sono intervenuti in Valcamonica a seguito di accertamenti sulla riqualificazione energentica del municipio del paese, costata poco meno di 245mila euro. Sarebbe questa e solo questa (almeno per ora) l'opera incriminata.

Quella che dunque sarebbe stata divisa in vari lotti funzionali, onde evitare un appalto pubblico per lavori superiori ai 40mila euro (per cui la legge prevede l'affidamento diretto). Da qui il capo d'accusa che ha portato all'arresto del sindaco e alle denunce per i suoi collaboratori: turbativa d'asta, o meglio turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Dalle prime indiscrezioni trapelato nel corso delle indagini, gli amministratori si difenderebbero con la volontà di aver volutamente fatto lavorare imprese delle zona, in un territorio da sempre complicato e difficile. Non ci sarebbero infatti remunerazioni in denaro accertate, insomma nessun tornaconto economico per i tre coinvolti.

Non è il primo caso di turbativa d'asta, appalti pilotati o simili in Valcamonica e dintorni: una lunga serie di sindaci, amministratori, tecnici comunali e imprenditori sono già stati arrestati, denunciati, indagati. Ma la piccola comunità di Paspardo si stringe in difesa del sindaco e dei suoi collaboratori: sui social e nelle piazze i cittadini avrebbero già espresso solidarietà per l'accaduto, convinti della loro onestà, o buona fede.

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