Parco delle Cave: “Luogo da conoscere, da amare, da difendere”

Nella Sala Buozzi della sede Cgil di Brescia gli interventi dei comitati zonali, di Legambiente, di esperti e di Chiara Cremonesi di Sel sulla necessità di salvaguardare l'area compresa nel progetto del Parco delle Cave

Non si può prescindere dal Parco delle Cave, la zona deve essere riqualificata perché l’assioma di aggiungere degrado al degrado ormai ha fatto il suo tempo. La voce dei comitati cittadini delle zone di San Polo e Buffalora sembra aver trovato un partner politico in Sinistra Ecologia Libertà, organizzatore della serata tutta dedicata alla necessità di un vero Parco naturalistico svoltasi ieri sera nella Sala Buozzi della Camera del Lavoro Cgil di Brescia. Molti interventi anche diversi, ma tutti legati da un filo comune di equità sociale nei confronti dei cittadini e di equità ambientale nei confronti di un territorio che ha già dato tanto.

Le ipotesi della giunta comunale le conoscono ormai tutti, e vanno dalla proposta di un nuovo bitumificio alla realizzazione di una discarica con annessa centrale a biomasse, dalla discarica di amianto vicino alla cava Faustini fino alla cittadella dello sport, senza dimenticare il polo logistico. “Siamo persone che vivono sulla propria pelle, tutti i giorni, quelli che sono i disagi di una situazione come questa – spiega Angela Paparazzo del Comitato Difesa Salute e Ambiente San Polo Codisa – e che sono consapevoli degli sprechi e dell’inutilità delle proposte dell’amministrazione. La zona coinvolta collega la città alla pianura, ed è zona molto importante per l’ossigenazione della città stessa”.

Costruire ancora significherebbe rovinare un territorio di brughiera, tipico della Pianura Padana. Non vogliamo contrapporci, vogliamo ragionare. Ma vorremmo anche che loro venissero da noi per capire davvero come si vive”. Metodi di lotta, finalità e obiettivi comuni contraddistinguono anche l’azione del Comitato Spontaneo Contro le Nocività: “La strada è lunga e fanno di tutto per farci stancare, ma questa è una battaglia che possiamo vincere – aggiunge Monica Sottomano – Il nostro è un progetto per il futuro, per una città migliore, con un parco che potrebbe finalmente rispondere alla richiesta di salute dell’intera zona”.

Un parco in cui si possa andare in bicicletta, un parco in cui sarebbe la piantumazione a farla da padrona. I dati dell’area, ma anche di tutta la città di Brescia, non sono certo molto confortanti: lo conferma il medico del lavoro Celestino Panizza. Crescono i ricoveri dei bambini per malattie respiratorie, cresce l’incidenza tumorale, e la riduzione dell’inquinamento dell’ultimo biennio è dovuta esclusivamente alla crisi economica e alla diminuzione della produzione: “Stiamo aggiungendo inquinamento ad inquinamento, in un’area dove il livello di contaminazione è già più che critico. Ma il problema è di tutta la Lombardia, un luogo dove vige la promozione dello Stato minimo, e dove le aziende si autocontrollano e si autocertificano da sole”.

Il problema di fondo non può che legarsi al discusso Pgt che verrà presto approvato. Lo ribadiscono in sequenza Pietro Garbarino di Legambiente e Chiara Cremonesi, consigliera regionale di Sel: “Questo Pgt di fatto non ha regole. Dobbiamo fare in modo che la gente lo capisca, non c’è un centimetro quadrato di Brescia che potrebbe salvarsi dalla cementificazione”. Sul palco anche gli interventi della naturalista Silvia Mora e dell’ornitologa Stefania Capelli, che hanno ricordato la singolarità delle specie rilevate, Cavaliere d’Italia in primis, e la straordinaria capacità rigenerativa che ancora una volta la natura ha dimostrato.

L’interrogativo da porsi ce lo suggerisce Pietro Garbarino: “E’ giusto infierire su aree del territorio già degradate e già bastonate?”.

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