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Foto © Claudia Filisina

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Nichi Vendola, un «marziano» a Brescia: «Il lavoro non può perdere»

All'auditorium del Liceo Leonardo il comizio del leader di Sinistra Ecologia e Libertà: "Dedico questa serata ai compagni e alle compagne, a tutti quelli che nella vita sono sempre stati abituati a perdere"

Oppure Vendola, lo slogan che accompagnerà il leader di Sinistra Ecologia Libertà nella campagna delle primarie, ora in svantaggio (dati SWG) sia su Bersani che su Renzi ma pronto a dar manforte all’ala sinistra del Partito Democratico in caso di difficoltà, in caso di avanzata centrista. Ieri sera ospite al Liceo Leonardo ha riempito l’aula magna di Via Balestrieri, il lungo comizio dedicato “ai compagni e alle compagne, ai dolori e alle speranze dei lavoratori”, perché è il lavoro “sconfitto e umiliato, espulso dal dibattito politico”, dopo le grandi conquiste degli anni ’60 e ’70, anni di “una straordinaria lotta di classe” mentre ora, continua Vendola, “assistiamo inermi alla rivincita delle forze del capitalismo”.

In una giornata particolare, quella che ha seguito il superamento della tragica soglia delle 1000 vittime sul lavoro in Italia, quella del reintegro degli operai FIOM in Fiat, quella in cui anche una vittoria in realtà è una sconfitta perché Marchionne non ci ha pensato due volte, e ha detto che “per compensare ne licenzierà altrettanti”. Vendola ama definirsi prima marxiano ma poi pure marZiano, parla ancora di Fiat e di FIOM, “il più grande sindacato italiano trattato come fosse un appestato”, il referendum truffa, Fabbrica Italia, il progetto che “ha smantellato ancor di più le relazioni industriali del nostro Paese”.


Il lavoro insomma, questo lavoro che “deve tornare al centro della scena sociale”, contro quello che sembra “un industrialismo cieco e senza futuro”, con tutte le conseguenze che derivano da “una società fondata su ingiustizia e sfruttamento”. Il suo pubblico non può che applaudire, e pure la Chiesa si merita una ramanzina, quando “la vera predicazione è quella laica, la vera idea di salvezza è quella terrena”, e tutto ruota intorno alla classe che produce, con il lavoro come “pietra angolare della democrazia moderna, la pietra da cui costruire l’intero edificio sociale”.

Ma a chi si rivolge Nichi Vendola? “A tutti quelli che nella vita sono sempre stati abituati a perdere. Anche loro meritano di poter alzare gli occhi al cielo”. 

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