Il Giorno dei Rom: "Lo Stato italiano tra razzismo e illegalità"

Ancora oggi, la popolazione Rom, prima minoranza etnica dell'Unione Europa composta da dodici milioni di cittadini, rappresentano l'etnia più discriminata, perseguitata e colpita da violenza e razzismo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

L'8 aprile 1971 a Londra, delegati giunti da ogni parte del mondo, riuniti per il primo Congresso Internazionale della Popolazione Rom, fondarono la 'UNION INTERNATIONAL ROMANI'. Il Congresso adotto' l'inno Djelem Djelem (composto nel 1969 da Zarko Jovanovic) e la bandiera, una ruota rossa con sedici raggi rappresentativa di molteplici diversità (Rom, Sinti, Caminanti, Kalò, Manuoche) su uno sfondo diviso in due parti, l'azzurro del cielo ed il verde della terra.

Nella giornata del 10 aprile, aperta agli interventi di tutta la cittadinanza, è stato proiettato anche un video sull'Olocausto Rom, il Porrajmos, prodotto da Ternype - International RomaYouth Network con il patrocinio del Consiglio d'Europa e del Parlamento Europeo.

Ancora oggi, la popolazione Rom, prima minoranza etnica dell'Unione Europa composta da dodici milioni di cittadini, rappresentano l'etnia più discriminata, perseguitata e colpita da violenza e razzismo. Una storia che permette di comprendere e capire il mondo attuale. Una storia da affrontare per uscire dalla crisi economica, umana, morale della nostra società.

Ancora oggi, sopra la pelle della popolazione Rom, la politica italiana, i partiti, giocano campagne elettorali permanenti, si istiga all'odio, alla distruzione. Matteo Salvini - Lega Nord vuole chiudere i campi Rom con le ruspe"radendoli al suolo".

Associazione Nazione Rom vuole chiudere i campi con gli Accordi Quadro Strutturali Europei che lo Stato italiano a firmato a Bruxelles nella sede del Consiglio Europeo il 23 e 24 giugno 2011, ratificando la comunicazione della Commissione Europea n. 173.

Associazione Nazione Rom vuole chiudere i campi con la Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti varata dal governo il 28 febbraio 2012 con Unar - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali nominato punto di contatto nazionale c/o la Presidenza del Consiglio dei Ministri, attualmente gestita da Matteo Renzi.

Associazione Nazione Rom denuncia che, in Italia, gli Accordi Europei e la Strategia Nazionale sono violati dallo stesso Unar, dal Governo, dalle Regioni e dai Comuni. Gli accordi stabiliscono la nascita di Tavoli di Inclusione dove, la rappresentanza dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti, siano componenti istituzionali degli stessi e decidano le politiche su casa, lavoro, scuola e sanita'. Precisi schemi di governance consegnati alla Commissione Europea Giustizia lo prevedono.

In Italia, la rappresentanza dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti è esclusa dai Tavoli di Inclusione: sopra la pelle della popolazione Rom, continuano speculazioni politiche, economiche, culturali. Sopra la pelle dei Rom si consumano campagne elettorali, propaganda, demagogia, populismo amplificate, in modo incontrastato dai media.

I Campi Rom, luoghi di apartheid e separazione, vanno chiusi nell'unico modo che la legge europea ed Italiana prevede: applicando e rispettando gli Accordi Internazionali e la Strategia Nazionale di inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti. Questo l'unico modo per uscire dalla crisi economica, umana, morale della nostra società. Questa la legge che Matteo Renzi e Matteo Salvini, il Partito Democratico e la Lega Nord, tutte le istituzioni devono rispettare.

ufficio stampa e comunicazione
Associazione Nazione Rom
info: tel+39 3281962409
email nazione.rom@gmail.com

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