Politica

Padenghe: riunione pubblica M5S, consiglieri PDL «minacciano» querela

Il 5 marzo scorso appuntamento pubblico organizzato dalla neonata sezione del Movimento 5 Stelle di Padenghe sul Garda: alla riunione partecipano anche due consiglieri PDL. I 'grillini' minacciati di diffida e querela

Si tinge di giallo uno degli ultimi incontri aperti alla cittadinanza e organizzato dalla neonata sezione del Movimento 5 Stelle di Padenghe sul Garda, da cui emerge una notizia che dovrebbe essere diffusa liberamente e che invece viene placcata sul nascere. Come di consueto, come è solito per qualunque associazione, movimento o comitato che sia, a seguito della detta assemblea (svoltasi il 5 marzo scorso) dal Movimento 5 Stelle di Padenghe viene redatto prontamente un comunicato stampa, inviato invece con qualche settimana di ritardo (il 20 marzo) a quello che forse è il più noto giornale locale online della ridente località gardesana.

Di assemblea aperta al pubblico stiamo parlando, tra l'altro registrata minuto per minuto, di cui il detto comunicato altro non fa che riportare l'accaduto: “E' nato anche a Padenghe il Movimento 5 Stelle, che attualmente si riunisce settimanalmente il martedì o il giovedì presso la sala dell'ex municipio in Piazza Matteotti. […] Visti gli ottimi risultati ottenuti (a Padenghe 21% delle preferenze ovvero seconda forza politica del paese) è nata l'esigenza di creare un gruppo che dia voce ai cittadini. I nostri primi progetti sono 'Operazione Fiato sul Collo' e l'introduzione del referendum comunale”.

Poi la frase incriminata:“A tale proposito cogliamo l'occasione per rispondere ai consiglieri di minoranza Monica Zannoni e Barbara Toselli che partecipando alla nostra riunione ci chiesero di collaborare per la raccolta firme contro il rifacimento di Piazza D'Annunzio. Sentita questa proposta, il Movimento 5 Stelle di Padenghe risponde di non voler aderire a questa iniziativa in quanto ha una diversa posizione in merito all'argomento. Ovvero, il Movimento 5 Stelle di Padenghe non si pone a favore o contro alla riqualificazione della piazza, ma vuole che siano i cittadini del proprio paese a esprimersi in merito attraverso un referendum comunale".

Niente di strano e neppure niente di complottista: sta di fatto che dalla redazione arriva comunque una mail, dalla quale si evince che il citato comunicato, prontamente redatto, probabilmente non verrà pubblicato e non per via di una scelta editoriale. “Abbiamo pensato ad una questione personale, non ci vengono in mente altri motivi – ci raccontano proprio i ragazzi del meet up – In particolare la consigliera Zannoni ci ha negato il permesso di pubblicazione perchè non abbiamo chiesto il suo consenso: con una telefonata siamo stati informati del rischio di querela. E dal giornale ci è poi arrivata una mail in cui ci chiedevano conferma di quanto riportato nel comitato, e che questa purtroppo è la politica di paese. Ma noi non abbiamo mai avuto cattive intenzioni, tanto meno provocatorie. Il comunicato è semplicemente l'analisi oggettiva di una riunione pubblica. Pubblica perchè registrata, perchè eravamo in una sala concessa dal Comune, perchè pubblicizzata su internet”.

Ci siamo mossi anche noi, abbiamo chiesto una veloce consulenza telefonica: un incontro aperto ai cittadini è ‘aperto’ già dal nome, e come tale può essere registrato, e ciò che accade può essere riportato. “I diritti dell'informazione – ha scritto il giurista (nonché magistrato) Giuseppe Corasaniti – sono i primi e i più elementari diritti umani, perchè sono la base di ogni vera libertà civile”.

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