Montichiari, eternit e amianto, condanne in attesa di una giustizia giusta

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

Mentre la giustizia "condanna" i vertici della Eternit per "Disastro ambientale doloso permanente e omissione dolosa delle norme di sicurezza", a Montichiari già devastata da quasi 20 milioni di tonnellate di rifiuti di qualsiasi tipo provenienti da ovunque, si scarica l'amianto prodotto dalle ditte dei condannati, si fa finta di niente su aria, terra, percolati e conseguenze. Quando la giustizia anche per i nostri disastri ambientali?

Eternit, condannati a 16 anni i due ex vertici Schmidheiny e de Cartier

Torino - Questa la sentenza della corte presieduta dal giudice Giuseppe Casalbore. Il magnate svizzero e il barone belga, accusati di disastro ambientale doloso e omissione volontaria delle cautele antinfortunistiche, sono stati condannati a 16 anni per il disastro negli stabilimenti di Casale Monferrato e Cavagnolo. Ai familiari delle vittime 30mila euro di risarcimento. Guariniello: siamo di fronte a una grande ingiustizia internazionale, ci sono Paesi in cui se si tocca l'amianto bisogna farlo con lo scafandro altri in cui ancora si tocca con le mani.
 
Entrambi sono stati condannati per il disastro negli stabilimenti di Casale Monferrato e Cavagnolo mentre i giudici hanno dichiarato di non doversi procedere per quelli di Rubiera e Bagnoli perché i reati sono estinti.
 
Per i familiari delle vittime, la corte ha stabilito un risarcimento di 30mila euro per ogni congiunto. Trentacinquemila euro di risarcimento invece per alcuni malati, 100mila per ogni sigla sindacale, 4 mln per il comune di Cavagnolo, 20 mln per la Regione Piemonte e una provvisonale di 15 mln per l'Inail.Venticinque milioni di euro di risarcimento è invece previsto per il Comune di Casale Monferrato.

Nelle scorse settimane l'imputato svizzero aveva offerto all'amministrazione comunale un risarcimento di 18 milioni di euro con l'impegno del Comune a ritirare la costituzione di parte civile. Dopo un tira e molla il Comune aveva però rinunciato all'offerta. L'appello a non accettare quello che molti avevano definito un "patto con il diavolo", era arrivato anche dal ministro alla Salute, Renato Balduzzi, che si era impegnato a trovare, insieme all'amministrazione, i soldi necessari alle bonifiche.

 

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