Caso Matisse, il PD torna all’attacco: «Restituite i soldi ai bresciani»

La nuova campagna politica per ottenere "risposte convincenti" da parte di Artematica e da parte del Comune di Brescia. "Tanti interrogativi - fanno sapere da Via Risorgimento - a cui non si è voluta dare risposta"

Il giallo Matisse che occupa le cronache cittadine, tanti interrogativi a cui dare ancora risposta ma un ‘quadro’ che assume toni sempre più nitidi. Il Partito Democratico lancia intanto una nuova campagna di massa, 400 manifesti prima e altri 100 poi da attaccare in tutta la città, e oltre 50mila volantini da distribuire nei prossimi giorni, nelle prossime settimane: un attacco diretto ad Artematica e alla gestione della mostra di cui tutti parlano, mostra dove “a ballare sono 600mila euro”, soldi che vanno “restituiti ai cittadini bresciani”. Un’idea di Gigi Fondra, che provocatoriamente sceglie La Danza di Matisse, “ma al posto dei ballerini potrebbero esserci delle banconote, tanto efficace il disegno quanto efficace il nostro ragionamento. Questi 600mila euro ballano in tutta leggerezza, una leggerezza che non ha nulla a che fare con quella artistica di Henri Matisse”.

E se “la giunta Paroli-Rolfi deve rendere conto ai cittadini” restano tante le domande a cui nessuno ha voluto dare risposta, sulla “società di avventurieri” (così come l’ha definita il vicesindaco), sulla Ribes della biglietteria che è già in liquidazione, sui contratti così vantaggiosi che perfino Andrea Brunello ha ammesso che “chi ci ha guadagnato è soprattutto il gestore”. E dunque Artematica.

I dati SIAE e il direttore dell’ente pubblico a cui non risulta alcuna richiesta di chiarimento da parte del Comune, le non-dimissioni di Arcai, la confusione sullo ‘spacchettamento’ delle sue deleghe. Insomma, un bel calderone: “Un paesaggio desolante, una vera commedia degli equivoci – ci spiega Emilio Del Bono, capogruppo PD in Loggia – pd 210-2dove le contorsioni senza fine cercano inutilmente di coprire l’imbarazzo politico. Su questo punto bisogna essere chiari, le responsabilità politiche sono evidenti, e Brescia paga un danno economico ma anche un danno d’immagine. La scelta di Artematica è stata una scelta politica, senza alcun bando e senza alcun controllo. Quella che doveva essere una mostra d’eccellenza, 230mila visite e il quarto posto in Italia, diventa invece un clamoroso fallimento, 130mila visitatori e il 30mo posto nella graduatoria italiana. E aspettiamo ancora i dati SIAE relativi alla mostra degli Inca, sono passati 11 giorni, nessuno ci ha fatto sapere niente”.

Un’attesa alla Beckett? “Qualcuno ha fatto ballare tanti soldi – aggiunge il segretario del PD cittadino Giorgio De Martin – e mi chiedo che cosa sarebbe successo se non avessimo sollevato i primi dubbi e presentato la prima interrogazione in Consiglio Comunale. Forse avrebbero fatto finta di niente..”.

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