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Magazzino 47: è braccio di ferro tra Rolfi e Bragaglio

Il dibattito politico sul centro sociale Magazzino 47 non si arresta: è braccio di ferro di dichiarazioni tra il vice-sindaco Rolfi e il consigliere comunale del Partito Democratico Claudio Bragaglio

Il Magazzino47 e il suo sgombero è per Brescia il caso politico dell'estate e dopo le dichiarazioni del sindaco Rolfi in piazza Loggia la scorsa settimana durante la manifestazione della Lega Nord il dibattito politico e il botta e risposta tra maggioranza e opposizione sembrano non arrestarsi.

A innestare la diatriba politica è stato il consigliere comunale del Partito Democratico Claudio Bragaglio, ex assesore alla casa di Brescia, che all'indomani delle esternazioni di Rolfi aveva messo nero su bianco la situazione amministrativa del centro-sociale bresciano: "La Giunta Corsini ha fatto pagare gli arretrati al Magazzino 47, ha regolarizzato la situazione e definito un contratto che, come con tutte le associazioni, prevede che parte dell’affitto possa essere coperta da lavori documentati e verificati, e quindi messi poi a scomputo degli importi. Ciò non è avvenuto nel caso concreto non per mancanza di volontà, così è stato sostenuto e non smentito, ma per i vincoli di intervento derivanti dall’area critica per il Pcb della zona Caffaro".

"Anch’io non avrei dubbi ad arrivare allo sgombero, ma solo se ci fosse la indisponibilità da parte del Magazzino a pagare gli arretrati, nelle forme previste dal contratto. Ma se questa disponibilità ad onorare gli impegni di contratto si è già manifestata, e da tempo, non è che si possa dire che lo sgombero si fa lo stesso, per ragioni politiche o per la vicenda della gru! In una città civile si può dire che si sgombera perché non si paga reiteratamente l’affitto, ma non perché sei d’un determinato movimento. Che assurdità stiamo dicendo? - aveva messo in evidenza il consigliere Bragaglio - Quindi si dia opportunamente corso e conclusione ad una seria trattativa per il rispetto ed il rinnovo del contratto in sede tecnica dell'Aler, gestore degli immobili comunali, applicando con ragionevolezza norme e regolamenti, e non proclami politici, destinati a far aumentare la tensione
in città".

Il vicensindaco Rolfi è stato ben pronto a rispondere che da parte sua non ci sono motivazioni politiche sullo sfratto del Magazzino47 “Non ci sono  motivi politici sullo sfratto che è già stato decretato dal tribunale e che tra poche settimane sarà esecutivo. Semplicemente abbiamo a che fare con soggetti volontariamente morosi che negli anni scorsi hanno beneficiato di una vicinanza o compiacenza politica da parte di chi governava la città, oggi ulteriormente confermata dalle parole dell’esponente del Pd Bragaglio, non smentite dal partito, e che noi non intendiamo perpetuare. Si tratta dell’unico caso in tutta la città, di un’organizzazione politica che gode del privilegio di essere un inquilino del Comune di Brescia. Il Magazzino 47 volendo potrà svolgere la propria attività in una locazione privata, come fanno tutte le altre organizzazioni politiche.”

Per Claudio Bragaglio ancora una volta il vicesindaco Rolfi sta conducendo una dura polemica politica e che compito di un'amministrazione comunale è agire al di sopra delle parti: "Da amministratori pubblici, l'oggetto del contrasto non è se si condivida o meno l'attività del Magazzino 47. A meno di dover assurdamente concludere che una giunta debba promuovere le proprie fazioni contro le altre, e non invece amministrare con equilibrio il rapporto con i vari soggetti culturali e politici d'una città, evitando tensioni e favorendo soluzioni ragionevoli, in base a principi di legalità. Anche con soggetti con cui poco nulla si ha a che fare.  Tra i molti spazi giovanili dobbiamo pur riconoscere che a Brescia, come in altre città, vi sono anche spazi alternativi, che sono anch’essi parte, per quanto problematica, della stessa città".

Per l'ex amministratore bresciano secondo questo principio si è ispirato il canone di locazione stipulato dalla giunta Corsini con i gestori del Magazzino 47 e l'amministrazione Paroli non segue per il caso dello sgombero le procedure di sgombere previsti in casi simili: "Vi sono precise norme di legge e prassi praticate anche dall’attuale giunta. Infatti, a fronte delle morosità degli affittuari, il comune nell'attivare procedure di sfratto propone un piano di rientro delle morosità, quasi sempre con un pagamento di circa metà dell’importo e il resto spalmato nel tempo. Con il rinnovo del contratto in eventuale scadenza e con sospensione immediata della procedura di sfratto. Un criterio applicato a tutti, ripeto, ma che in questo caso si vorrebbe disapplicare solo per il Magazzino. E’ questa, caro vicesindaco, la discriminazione politica!"

Da parte loro i gestori di Magazzino47 non ci stanno a farsi definire "soggetti volontariamente morosi"  precisando che il centro sociale "ha chiesto e ottenuto nei mesi scorsi l'apertura di una trattativa tuttora in atto con la proprietà dell'immobile che ospita il centro sociale, proprio per definire l'entità, le modalità e la tempistica dei pagamenti ancora da fare in base al contratto d'affitto del 2006, superando le difficoltà sorte nel corso degli anni. Le opere di manutenzione non sono state ancora realizzate, nonostante l'intenzione di Magazzino 47 sia tuttora di realizzarle, perché ad oggi, al contrario di quel che dice Rolfi, la sola cosa che manca per procedere è proprio l'autorizzazione da parte della proprietà!"

Inoltre in merito alla volontà di pagare gli arretrati Magazzino 47 "ha dichiarato e comprovato la volontà di versare una cifra molto consistente, tale da coprire la differenza restante tra l'importo complessivo dell'affitto dovuto e il valore stimato dei lavori di manutenzione che il centro sociale non ha ancora potuto eseguire"

I gestori del centro sociale non vogliono neanche essere definiti un cancro: "Potrebbe essere una sola la motivazione reale di un'eventuale azione di sgombero del centro sociale: l'ostilità politica dell'Amministrazione comunale, magari capeggiata da quel vicesindaco leghista che sabato 9 luglio, comiziando in piazza Loggia al fianco del fascista Borghezio davanti a pochissimi 'spensierati razzisti', ha definito Magazzino 47 'un cancro da estirpare'. E' probabile inoltre che qualcuno in Comune si sia fatto l'idea di poter usare una forzatura contro Magazzino 47 per ricavarne facili tornaconti elettorali e per distogliere l'attenzione pubblica dai problemi veri della città e dalle responsabilità di chi la governa. E' un'idea basata su un calcolo sballato".

Il dibattito politico continua e sicuramente si arricchirà nel caldo estivo con un continuo botta e risposta a distanza.


   
   




 

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