"Il sindaco mi ha molestato": ma è tutto falso, licenziata e condannata

La Corte di Appello di Brescia ha confermato la condanna a 2 anni (senza condizionale) per Lorena Buzzago, accusata di stalking e diffamazione

Lorena Buzzago (foto d'archivio)

La vicenda è partita da Mantova ma si è conclusa (per ora) in tribunale a Brescia: la Corte di Appello ha confermato la condanna a 2 anni (senza condizionale) per Lorena Buzzago, ex maestra e dipendente comunale accusata di stalking e diffamazione nei confronti del sindaco Mattia Palazzi e del consigliere comunale Pierluigi Baschieri.

Anche il marito di Buzzago, Fabrizio Ferrari, inizialmente era stato condannato, 6 mesi in primo grado: ma è stato assolto in appello. Una vicenda intricata, e per mesi aveva tenuto banco a Mantova e non solo. Tutto sarebbe cominciato quando Elisa Nizzoli, vicepresidente dell'associazione “Mantua me genuit”, aveva scatenato lo scandalo delle chat a luci rosse con il sindaco Palazzi: una storia che risulterà poi completamente inventata.

Una vicenda intricata

Ma è soltanto l'inizio: archiviata la vicenda Nizzoli, sarà invece Lorena Buzzago ad accusare il sindaco e l'amministrazione, fino a sostenere di essere stata molestata in ufficio, e proprio dal primo cittadino. Per il tribunale è un'altra storia inventata, e da presunta vittima Buzzago diventa l'imputata.

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In rapida sequenza verrà licenziata e poi anche ammonita dal questore, per stalking: nonostante questo Buzzago proseguirà la sua battaglia personale contro sindaco e consigliere comunale, dal vivo e su Facebook. Non solo: risulta pubblicato anche un libro, non autorizzato, “Cinquanta e più sfumature di giallo”. Tanto basta, eccome, per finire a processo: condannata a 2 anni in primo grado, sentenza confermata anche in appello.

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