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Fine legislatura alla Regione Lombardia, oggi il giorno della verità

Oggi seduta del Consiglio Regionale per cambiare la legge elettorale, poi - a detta del Celeste - tutti a casa. Intanto continua il braccio di ferro con la Lega e il partito sulla data del voto

Oggi per la Lombardia è il giorno della verità. Per cambiare la legge elettorale è fissata una seduta del Consiglio regionale, che il governatore Roberto Formigoni assicura sarà l'ultima. Poi tutti a casa. Solo una volta archiviata la pratica regionale, il governatore inizierà a pensare se candidarsi alle primarie del Pdl o meno. D'altronde le vicende regionali e nazionali sono assolutamente legate.

Un esempio è la data delle primarie: Silvio Berlusconi ha indicato il 16 dicembre, che però - se i consiglieri si dimetteranno - è il primo giorno utile per il voto al Pirellone (l'ultimo è il 27 gennaio). Anzi è la data che Formigoni ritiene "migliore" per le elezioni. E infatti lui considera quella di Berlusconi solo una proposta, non una scelta definitiva. Certo il Pdl non vuole nessuno strappo con la Lega Nord, che chiede un election day per le politiche e le regionali. E la riunione dei consiglieri Pdl con il coordinatore Mario Mantovani (assenti Formigoni e il capogruppo Paolo Valentini, che è considerato un suo fedelissimo) è sembrata anche un modo per dimostrare la buona volontà all'alleato.

Nessuna marcia indietro però sulle dimissioni, che i fedelissimi di Formigoni confermano. "Io mi dimetto - ha sottolineato l'ex assessore Raffaele Cattaneo, che però non era all'incontro -. Resto coerente con ciò che ho già dichiarato". L'orientamento che é uscito da viale Monza è quello di lavorare per approvare la legge elettorale togliendo il listino bloccato. E su una serie di modifiche c'é un accordo fra il Pdl e l'opposizione. Se ci saranno le condizioni per fare la legge, si andrà avanti (qualcuno dice forse anche fino a sabato mattina), altrimenti dimissioni subito.

Formigoni è sicuro, però, che oggi il Consiglio si chiuderà e per convincere i giornalisti che davvero i consiglieri del Popolo della Libertà si dimetteranno insieme a quelli dell'opposizione, ieri, in conferenza stampa, ha addirittura sguainato una campanella, come quelle che si usano simbolicamente per aprire e chiudere le sedute. "Faccio un gesto simbolico - ha detto suonandola - il Consiglio regionale si scioglie". C'é troppa "fretta" però secondo la Lega Nord, che ha criticato anche l'ordine del giorno della giunta di ieri con 129 delibere (106 approvate, le altre - bilancio incluso - rimandate a oggi). "Formigoni sta facendo l'ometto stizzoso - ha commentato il capogruppo del Carroccio Stefano Galli -. Posso capirlo, non avendo più dietro un partito...".

Epiteti meno coloriti di quelli scelti dal segretario della Lega Lombarda Matteo Salvini che ormai chiama il presidente della Regione Mister Spof, ovvero "Sua Presunta Onnipotenza Formigoni". Intanto l'opposizione si sta organizzando per le elezioni, con Sel che chiede di indire al più presto le primarie e il consigliere Pd Pippo Civati (dato fra i papabili candidati) che ha iniziato a raccogliere sul suo blog proposte programmatiche per "far ripartire la Lombardia".
 

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