Martedì, 21 Settembre 2021
Politica

Lega: «Ad aprile si vota». Il ricatto di Formigoni: «Così cade tutto il nord»

La Lega Nord scarica il Celeste e chiede il voto anticipato ad aprile. Formigoni e il Pdl, però, ricattano i lumbard con la minaccia di far cadere Piemonte e Veneto

La Lega Nord e il presidente della Lombardia Roberto Formigoni sono ai ferri corti come mai prima. Ieri il Carroccio ha dettato le sue condizioni, una su tutte: election day ad aprile per le politiche e per le regionali.

Ma se andare a votare in primavera è l'intenzione della Lega Nord, che in pratica ha staccato la spina, Formigoni - impegnato a fare una nuova squadra dopo l'arresto dell'assessore alla Casa Domenico Zambetti con l'accusa di aver comperato voti della 'ndrangheta e l'azzeramento della giunta - ha tutt'altra idea e si attesta in trincea denunciando che "l'accordo firmato giovedì con Alfano e Maroni è diverso da quanto emerso oggi".

Ha ripetuto di voler restare fino al 2015 e di escludere "certamente" l'idea di un governo 'a tempo' o di un appoggio esterno. "Se la Lega ha cambiato posizioni - ha detto al convegno dei democristiani del Pdl a Saint Vincent - ce ne spiegherà le ragioni, ragioneremo insieme, questo è il momento in cui ognuno deve essere chiaro. Il Pdl è pronto ad assumere la responsabilità delle proprie scelte e anche io come presidente farò le mie scelte".

In tarda serata gli ha risposto proprio Roberto Maroni chiarendo a muso duro che a Roma non è stato fatto nessun accordo sulla "durata della legislatura". Però i comunicati non bastano: con Maroni ci si aspetta un faccia a faccia. Certo se c'é una situazione "così incerta - ha osservato il coordinatore Pdl Ignazio La Russa che ha sentito Formigoni, così come hanno fatto Angelino Alfano e Silvio Berlusconi - meglio andare a votare subito".

A chiedere le elezioni è l'opposizione di centrosinistra che per lunedì sera ha organizzato un presidio davanti al Palazzo della Regione a cui hanno aderito fra gli altri Roberto Vecchioni e diversi sindaci. Fra gli invitati c'é anche il primo cittadino di Milano Giuliano Pisapia che ieri - su Repubblica - ha chiesto "una ribellione civica" e soprattutto le dimissioni del governatore.

"Una caduta di stile" ha commentato Formigoni, dicendogli di guardare in casa sua, e innescando un botta e risposta andato avanti fino a sera. Per dimostrare che fa sul serio, la Lega Nord - dopo il consiglio federale - ha annunciato un referendum il 20 e 21 ottobre sull'election day con 1.500 gazebo nelle piazze. E intanto ha fatto alcune richieste: entro dicembre approvare il bilancio, cambiare la legge elettorale e mandare via i consiglieri rinviati a giudizio. In pratica il Carroccio ha chiesto la testa di Nicole Minetti, la consigliera Pdl a processo per favoreggiamento della prostituzione, e di Gianluca Rinaldin, condannato in primo grado per truffa e falso. Auspicabile che lascino, secondo il coordinatore regionale del Popolo della libertà Mario Mantovani, ma, ha aggiunto, "non dispongo di armi".

Il Popolo delle Libertà, dopo lo scarno comunicato della Lega Nord, ha chiamato in causa Roberto Maroni. Anche Formigoni ha detto di avergli inviato un sms. Lui però ha confermato tutto. "Gli scandali - ha sottolineato il segretario - non fanno bene alla politica" che "può reagire in due modi: nel modo sbagliato che è quello di sottovalutare o di dire che non è successo niente, e nel modo giusto che è quello di reagire sapendo quando è ora di fare scelte anche difficili, ma scelte giuste e tempestive come abbiamo fatto oggi nel consiglio federale".

Secondo Formigoni, però, "andare ad una crisi di governo adesso sarebbe negativo per i cittadini". E comunque se la Lega confermasse l'intenzione di votare ad aprile potrebbe essere lui a staccare la spina prima. "Non può esserci - ha detto conversando - una attesa tanto lunga". Poi minaccia: "Comunque, se cade la Lombardia, il Pdl farà cadere Veneto e Piemonte. Nell'accordo politico per le elezioni del 2010 si stabilì che due regioni andavano alla Lega e la Lombardia al Pdl: gli accordi si rispettano". In caso di fine prematura della legislatura, non è escluso che il Celeste possa anche decidere di ripresentarsi.


 

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