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Un monumento alla legione fascista: torture e massacri con le SS

Dopo le polemiche la targa è già stata rimossa

Il monumento per ora (e in parte: era una targa in aggiunta a una pietra già esistente) è stato rimosso. Si tratta del cippo in memoria della Legione Tagliamento, reparto fascista che operò in Valcamonica tra il 1944 e il 1945, a fianco delle SS, colpevole di “saccheggi, violenze, torture e uccisioni – così scrive la storica Sonia Residori – nei confronti sia dei partigiani catturati che della popolazione civile” che al tempo resisteva al nazifascismo.

La targa era stata posizionata, a quanto pare senza alcuna autorizzazione da parte del Comune, nella zona del Passo del Mortirolo, in territorio di Monno. Ma subito rimossa, dopo giorni di polemiche, forse dagli stessi “nostalgici” che l'avevano messa lì. Grande la mobilitazione di voci contrarie.

La mobilitazione

In un documento firmato, tra gli altri, da Fiamme Verdi, Anpi, Cgil, Cisl e Uil, Acli e Circolo culturale Ghislandi, solo per citarne alcuni, si chiedeva al Comune “di attivarsi immediatamente per la rimozione di un momento che sta provocando forte risentimento e disgusto popolare: la famigerata Legione d'assalto M Tagliamento – si legge – operava spesso alle dirette dipendenze dei comandi tedeschi ed è famosa per la sua crudeltà, non solo verso le formazioni partigiane, ma anche nei confronti della popolazione civile”.

“Si è macchiata, in Valcamonica e non solo – continua il documento – di omicidi, torture e saccheggi, e ha lasciato sul nostro territorio una striscia di sangue che nessuno, nemmeno a distanza di 80 anni, può pensare di dimenticare”.

La storica Sonia Residori viene citata in una nota del Pd: la Legione Tagliamento fu un reparto fascista “rimasto impresso nella memoria collettiva per la ferocia dei metodi usati”. Così prosegue il comunicato del Partito Democratico: “Il rispetto per i caduti di guerra non può diventare un'occasione per promuovere operazioni di revisionismo storico, che mirano a negare la barbarie della dittatura fascista e a riabilitare personaggi e ideali contro cui hanno lottato partigiani di tutta Italia”.
 

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