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Lega Nord in Loggia, Lancini: “Razzista in difesa del territorio”

Oltre 200 persone si sono presentate in Piazza Loggia per la manifestazione leghista, nessun problema di ordine pubblico e solo una piccola contro manifestazione di Forza Nuova, in Piazzale Arnaldo. Sul palco volti noti del Carroccio, tra cui il sindaco di Adro

Poco più di 200 persone si sono radunate in Piazza Loggia per la manifestazione di protesta della Lega Nord, un presidio critico per sensibilizzare la popolazione cittadina sulla necessità di 'riprendersi la città', con riferimenti ai recenti sviluppi sul tema dell’immigrazione, dal giovane marocchino salito sulla cupola all’aggressione alla direttrice di Tele Padania. Nessun problema di ordine pubblico, la Cgil ha espresso il suo dissenso con un comunicato ma non è stata organizzata nessuna contro manifestazione, se non un piccolo gruppo di simpatizzanti di Forza Nuova che si sono riuniti in Piazza Arnaldo: si parla però di una trentina di persone. Unico attimo di tensione quando un giovane ha insultato una giornalista dell’emittente padana, prima di essere poi allontanato e accompagnato in Questura. Sul palco dove tra gli altri ha cantato e suonato Charlie Cinelli si sono alternati volti noti e esponenti di spicco del Carroccio, dal segretario nazionale Giancarlo Giorgetti all’europarlamentare Mario Borghezio (suo il comizio conclusivo), dal sindaco di Adro Oscar Lancini al vicesindaco Fabio Rolfi.

Proprio il sindaco di Adro, celebre per i simboli padani in ogni angolo della scuola elementare del Comune, è salito sul palco arringando la folla con parole probabilmente provocatorie: “Sono orgoglioso di essere razzista – ha dichiarato – se per razzismo intendiamo la difesa del territorio”. Presenti in piazza numerosi esponenti leghisti tra cui Stefano Borghesi, Mario Maisetti, Nicola Gallizioli e il segretario cittadino della Lega Matteo Rinaldi. Fabio Rolfi ha parlato del Magazzino 47: “Basta con questi facinorosi! Lo sfratto del Magazzino 47 è una delle nostre priorità, stiamo aspettando l’esecuzione effettiva per estirpare definitivamente un cancro che alla città ha dato solo problemi”.

“Siamo qui per dire che Brescia è dei bresciani – queste invece le parole di Giorgetti – I bresciani esigono rispetto da chi chiede di venire a vivere nella loro comunità. La prepotenza e l’arroganza di certi stranieri non possono certo essere accettate”. Discorso più politico, ricco di riferimenti elettorali e dai toni propagandistici, quello di Mario Borghezio: “Abbiamo perso la pazienza, vogliamo la secessione”.

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