Adro: Lancini indagato? La Lega lo candida alle Europee

Meno di un mese all'udienza preliminare per l'indagine che coinvolge il sindaco di Adro Oscar Lancini, insieme ad una ventina di persone. Il candidato leghista prosegue intanto il suo tour per le elezioni europee

Manca meno di un mese all’udienza preliminare che coinvolge una ventina di persone, tra cui il sindaco di Adro Oscar Lancini, per una gestione dubbia degli appalti per le opere pubbliche, secondo i magistrati “pilotati al di fuori delle regole con l’obiettivo di aumentare il proprio consenso popolare”.

Tra le accuse anche la turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, falso in atto pubblico. Secondo gli inquirenti, il sindaco e il suo entourage hanno causato un danno alle casse comunali calcolato in circa 500mila euro.

In particolare la nuova area feste di Adro, con “risorse vincolate a finalità differenti”. Il sindaco franciacortino comunque è tra i candidati eccellenti della Lega Nord, per le prossime elezioni europee. Una decisione ufficializzata proprio nella sede milanese di Via Bellerio, poco più di un mese fa.

La sua campagna elettorale prosegue in lungo e in largo, in tutta la provincia. Dopo la città e il lago di Garda, negli ultimi giorni Lancini ha fatto tappa anche in Valcamonica. “L’Europa che abbiamo in mente – ha spiegato – è l’Europa dei popoli, quella che mette prima il bene della gente”.

“I finanziamenti dell’Unione seguono logiche da strozzini. Da Bruxelles ci concedono finanziamenti con lo stesso denaro con cui noi abbiamo pagato le tasse, per poi prenderci per il collo come dei cravattai, con il solo fine di toglierci tutto se non obbediamo alle loro regole”.

“In Europa – continua Lancini – intendo rappresentare le istanze del popolo padano: la necessità di autonomia, l’indipendenza da Roma e Bruxelles. E’ ora di dire basta ai centralismi, alla curvatura dei cetrioli e alla lunghezza delle banane. Adesso basta. Prima vengono i nostri”.

Dovuta citazione alle produzioni dell’alta Valle: “I tecnocrati europei affossano la produzione dei nostri stracchini. Ci obbligano a utilizzare vasche in acciaio, oppure a rivestire di ceramica le pareti dei caseifici. Quando invece è ovvio che le peculiarità dei nostri formaggi sono garantite proprio dalla modalità tradizionale con cui vengono prodotti”.

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