"Segnala il clandestino", campagna shock per schedare gli stranieri

Lega Nord in campo a Orzinuovi con la campagna 'Segnala il clandestino': l'invito a segnalare tutti gli stranieri che arriveranno in paese, in aperta polemica con l'amministrazione di centrosinistra

Profughi a Montecampione (Foto d'archivio)

Parole che evocano un passato che non sarebbe mai da ripetere. 'Segnala il clandestino', la campagna rilanciata dalla Lega Nord di Orzinuovi in aperta polemica con l'amministrazione di centrosinistra che avrebbe espresso un parere favorevole all'eventualità di ospitare profughi in paese.

“Evitiamo l'invasione”. “Difendiamo Orzinuovi”. “Non essere complice”. Solo alcuni degli slogan che presto tappezzeranno i volantini già diffusi su Facebook, e poi affissi in tutto il paese. “Sappi che finito il periodo spesato di accoglienza questi personaggi cominceranno a vagare per il nostro paese, prenderanno la residenza e vorranno mangiarci addosso spremendo i servizi sociali e riempiendo le case comunali”.

Cara e vecchia propaganda, che a tratti può avere anche ragione – in effetti in un mondo dove tutto è merce anche l'accoglienza diventa business – ma che rischia di scaricare le colpe sugli ultimi degli ultimi, nella più classica delle guerre tra poveri. Come gli irlandesi che ce l'avevano con gli italiani in America.

“La cosiddetta accoglienza – spiega Federica Epis, segretario della Lega Nord di Orzinuovi – è in realtà un business finanziato a spese di chi paga le tasse perché i nostri soldi vengono usati per pagare vitto, alloggio, sigarette e mancetta giornaliera a chi arriva qui illegalmente coi barconi”.

“Chi ci guadagna sono enti pubblici o privati, ma anche singoli cittadini, che intascano più di 1000 euro al mese per ogni clandestino accolto. Questo è il motivo per cui lanciamo la campagna di segnalazione”. Ma allora perché non segnalare gli “enti pubblici o privati”? Perché prendersela con chi magari scappa da guerra e miseria?

In questi giorni a Zone, in Valcamonica, è stata allestita una mostra sui 'nostri' migranti, i bresciani che lasciarono la povera valle in cerca di fortuna. Quelli che andavano in Germania venivano chiamati 'mangiaspaghetti': ma non con ironia, con disprezzo. Eravamo 'Spaghettifressen': peccato che 'fressen' sia il verbo 'mangiare', sinonimo di 'essen' ma riferito agli animali. Tutto il mondo è paese, quando se la prende con i più deboli.

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