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La Lega tra Bossi e Maroni: lo scontro interno non risparmia Brescia

Monica Rizzi e Daniele Molgora smentiscono ogni rischio di frattura: "La Lega è Bossi, Bossi è la Lega. Siamo tutti sulla stessa linea". Ma le voci sono troppe, e il post Cosentino ha innervosito ancora di più i maroniani

Il mancato arresto di Cosentino, salvato dal Parlamento con il decisivo voto leghista, sembra agitare ancor più le acque del mai troppo calmo mare politico della Lega Nord. Le accuse al deputato erano molto chiare, e le indagini hanno già preso una linea precisa: dei 58 iscritti al registro degli indagati solo uno non è stato arrestato, gli altri 57 sono già andati oltre il semplice avviso di garanzia. “Il caso Cosentino in realtà non conta nulla – ha dichiarato a BresciaToday il presidente della Provincia di Brescia Daniele Molgora – le questioni sono molto diverse. Il fatto è che la Lega è molto scomoda, e si sarebbe fatta polemica con qualunque risultato. Sia che la Lega avesse votato sì e sia che la Lega avesse votato no”.



“In un momento come questo tutti cercano validi motivi per attaccare la Lega. Sapete perché? Siamo stati gli unici a non piegarci alle logiche del Governo tecnico di Napolitano e Monti. La vicenda di Cosentino, nell’ambito delle decisioni economiche e finanziarie che coinvolgono l’Italia è solo un granello, una briciola. Si tratta solo di una montatura, non certo di una delle priorità di cui si deve occupare la Lega”. Sta di fatto che Cosentino è l’unico indagato rimasto in libertà: nonostante questo le polemiche sarebbero solo strumentali, e dunque senza vero fondamento. Ma le voci sono tante, riprese dai giornali e dalle televisioni, dalla stampa nazionale e dalla stampa locale.

Il Corriere della Sera ha parlato di ‘Lega nel caos’ e di ‘Bossi e Maroni, resa dei conti in piazza’, Libero ha sottolineato ‘l’indignazione e l’amarezza’, Repubblica ha riferito gli umori della base: ‘Siamo stati traditi’. E perfino L’Indipendenza, quotidiano online di chiara linea maroniana, non ci è andato leggerissimo, e ha parlato di ‘un Cerchio Magico di servi'. “I giornali come sempre si sono scatenati – aggiunge Monica Rizzi, assessore regionale allo Sport che abbiamo incontrato alla Fiera di Lonato – Gli unici cerchi che conosco sono quelli delle ruote, o dei trattori. La Lega l’ha fatta Bossi, la Lega è Umberto Bossi. Tutto il resto? Stupidate. Le lasciamo scrivere ai giornalisti, basta un’analisi appena appena più attenta per capire che chi ha in mano la Lega è Umberto Bossi, e chi decide per la Lega è Umberto Bossi. Lui ha creato la Lega, e proprio per questo siamo tutti sulla stessa linea”.

Le indicazioni dall’alto in effetti arrivano sempre, come quella recente che avrebbe vietato all’ex ministro Roberto Maroni di fare comizi in giro per il nord, in giro per la presunta Padania. Ma la risposta dei circoli e delle sezioni avrebbe subito cancellato questo ‘editto’ improvvisato: solo a Brescia 75 sezioni su 105 avrebbero preferito un comizio di Maroni, e anche a Bergamo le percentuali hanno raggiunto e superato il 70%. Ma queste sarebbero altre inesattezze: “Tutto queste cose escono sostanzialmente perché la Lega è Bossi – commenta ancora Daniele Molgora – e quando si vuole attaccare Bossi se ne inventano di tutti i colori”.

“Le decisioni che vengono prese all’interno del partito vengono prese da Umberto Bossi, e solo a quelle bisogna rifarsi. Non c’è altro. Come ho già detto la Lega è sotto attacco perché è l’unica forza di opposizione, e lo si fa lanciando storie anche fasulle, come gli investimenti sbagliati in altri Paesi. Mi sembra una strategia chiara, sono tutte storie strane e particolari, tutte inventate”. Capitolo chiuso? No, la resa dei conti pare solo rinviata.
 

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