Venerdì, 18 Giugno 2021
Politica

Ministro Cecile Kyenge contestata a Brescia dal centrodestra

Qualche tafferuglio tra manifestanti, tra cui l'assessore regionale Viviana Beccalossi (Fdi), e rappresentanti di immigrati. La Bordonali non partecipa, polemiche

Cecile Kyenge

Tensioni, spintoni, insulti durante la visita del ministro Cécile Kyenge a Brescia. Da un lato Lega Nord e Fratelli d'Italia che contestavano il ministro, dall'altro manifestanti di associazioni dei migranti e centri sociali che a Kyenge volevano esprimere la loro solidarietà. Le forze dell'ordine hanno impedito un contatto diretto, ma qualche tafferuglio c'è stato.

"Ciascuno ha bisogno di farsi ascoltare, ogni comunità e gruppo presente manifesta un suo modo per farsi ascoltare", si è limitata a dire il ministro. Kyenge era a Brescia, dopo due visite annullate, per una tavola rotonda all'auditorium San Barnaba con i rappresentanti delle istituzioni locali, "per un approfondimento delle tematiche legate all'integrazione durante un appuntamento pubblico" come spiegava un comunicato del Comune diffuso ieri. Ma da giorni erano stati preannunciati presidi e manifestazioni di protesta e di sostegno.

L'alta tensione tra i gruppi di manifestanti pro e contro il ministro è sfociata in tafferugli quando un gruppo di una trentina di aderenti al centrodestra, tra cui l'assessore regionale lombardo di Fratelli d'Italia Viviana Beccalossi ed il consigliere leghista in Regione Lombardia Fabio Rolfi, è arrivato di fronte all'auditorium.

Sono volati fischi e insulti per qualche minuto con l'altro schieramento, fino a quando le forze dell'ordine hanno fatto allontanare gli esponenti di centrodestra. "Quando a Brescia è arrivato Berlusconi sono stati fatti entrare in piazza manifestanti che si sono permessi di sputare a ministri della Repubblica" ha detto Viviana Beccalossi, secondo la quale "sono stati usati due pesi e due misure".

Per i migranti e i loro rappresentanti, che chiedono "diritti, lavoro, casa e dignità", è ora di smetterla di affrontare l'immigrazione come un problema di ordine pubblico. Limitandosi a commentare la scelta di alcuni esponenti di centrodestra di non partecipare all'incontro con poche parole ("Io rappresento un'istituzione, quindi quando si vuole parlare con un'istituzione, si va dall'istituzione"), Kyenge ha ribadito che l'attenzione deve "essere tenuta su quello di cui abbiamo parlato in questa sala". E cioè di cittadinanza, permessi di soggiorno, scuola, lavoro, razzismo. "Le politiche per l'integrazione devono essere fatte, ma devono anche essere accompagnate da risorse - ha dichiarato il ministro, che ha anche ricordato come sia urgente "revisionare il sistema di accoglienza".

LA POLEMICA: "ASSESSORI INADEGUATI" - Mancanza di senso delle istituzioni: così il coordinatore lombardo del Pd, Alessandro Alfieri, ha definito il comportamento degli assessori regionali lombardi nei confronti di Cécile Kyenge, oggi in visita a Brescia. ''I membri della Giunta Maroni - ha osservato in un comunicato - si dimostrano inadeguati al ruolo istituzionale che ricoprono. È stato imbarazzante il boicottaggio di stamattina attuato dall'assessore regionale Bordonali (che non era presente, n.d.r.) nei confronti del Ministro Kyenge. Per non parlare della surreale manifestazione dell'assessore Beccalossi''. ''Vorrei ricordare - ha aggiunto -che la campagna per le regionali è finita da mesi e che oggi Bordonali e Beccalossi rappresentano i lombardi tutti e non solo quel pezzo estremista del loro elettorato. La mancanza di senso delle istituzioni rappresenta una brutta pagina per la Lombardia. Maroni richiami al rispetto i membri del suo esecutivo. E spieghi loro che sui temi la si può pensare anche diversamente ma ci si confronta. Certo non si fanno i dispetti.

LA REPLICA: "TEMI NON PRIORITARI" - L'assessore regionale Simona Bordonali aveva motivato la sua assenza spiegando che il ministro Kyenge avrebbe parlato di "concessione della cittadinanza e ius soli". Temi che per la Bordonali non sono prioritari per la Lombardia rispetto al problema del lavoro, "che tocca tutti i lombardi e anche gli stranieri regolari". 

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