Mercoledì, 19 Maggio 2021
Politica

Formigoni: mezzo milione di euro come indennità di fine mandato

Stando ai primi calcoli non ancora ufficializzati, il Celeste si porterà a casa fra i 450 e i 500 mila euro per il suo «reinserimento» nella vita normale. E intanto chiede che la Sanità resti al Pdl

Un Paperon de Paperoni-Formigoni, in un fotomontaggio - © Bresciatoday.it

"Io non volevo Roberto Maroni presidente di Regione Lombardia per una ragione di equilibrio. La Lega aveva già la presidenza di Piemonte e Veneto. Silvio Berlusconi e il mio partito hanno deciso diversamente. Ma all'alleanza tra Pdl e Lega ho sempre creduto. Insieme abbiamo ben governato la Regione Lombardia. Mi sono battuto perché questa coalizione vincesse. Adesso mi aspetto che Maroni porti avanti il programma che ho scritto e che abbiamo poi concordato".

Lo afferma alla Stampa Roberto Formigoni, che aggiunge: "Le coalizioni bipartitiche funzionano bene se c'é un buon accordo. Da presidente di Regione ho sempre votato provvedimenti condivisi all'unanimità. Ho impresso un metodo che adesso non può essere cancellato. E Roberto Maroni sa che questo è il metodo che funziona. In uno spirito di grande collaborazione mi aspetto che il presidente del Consiglio regionale sia del Pdl. E che l'assessorato più importante, quello alla Sanità (dove è indagato per associazione a delinquere per 8 milioni di euro di benefit, ndr), sia sempre del Pdl".

Intanto, il Celeste metterà in tasca come indennità di fine mandato per i suoi 18 anni da governatore, secondo i primi calcoli ufficiosi, fra i 450 e i 500 mila euro, che serviranno per il suo «reinserimento» nella vita normale, Il che fa abbastanza sorridere, per usare un eufemismo, visto che trasloca per direttissima a palazzo Madama.

A Milano, invece, il Formiga - come lo chiamo gli amici nelle intercettazioni - cambierà palazzo e dovrà scendere di cinque piani per lasciare il posto al suo successore.

Dall'attuale ufficio di governatore, al 35/o piano del 'suo' Palazzo Lombardia, a quello di commissario generale di Expo 2015 che si trova al 30/o piano del Pirellone. Ovvero, proprio sopra il Consiglio regionale (che occupa i primi 25 piani) di cui non farà più parte. Il percorso inverso, dunque, rispetto a due anni fa, quando presidente e Giunta lasciarono al Consiglio la sede storica della Regione, di fronte alla Stazione Centrale di Milano, per prendere possesso del nuovissimo grattacielo sorto a poche centinaia di metri in un'area che sta cambiando radicalmente lo skyline della metropoli.

Intanto, però, Formigoni resterà al suo posto di lavoro: ancora per una quindicina di giorni, finché Maroni non sarà proclamato presidente, sarà infatti lui a guidare la Regione dal 35/o piano, dove potrebbe passare in questi giorni il suo successore per conoscere meglio la macchina istituzionale prima dell'avvicendamento formale. E poi sono convocate le due ultime riunioni di Giunta.

Al Pirellone, a quanto si è saputo, Formigoni porterà con sé le cose personali, ma lascerà in eredità a Maroni le tante opere d'arte donate all'istituzione che costellano il piano della presidenza e altri piani del palazzo, patrimonio della Regione.

Formigoni ha sempre parlato del suo grattacielo anche in termini di 'museo verticale' aperto a tutti e vuole tramandare questa formula al leader della Lega. Una volta finito il trasloco, al Pirellone proseguirà nel ruolo di commissario generale dell'Expo che gli è stato affidato dal Governo fino al 2016, incarico che con la vittoria del centrodestra non è in discussione. Porterà i libri, soprattutto. E le fotografie che ora stanno vicino alla scrivania a Palazzo Lombardia, quelle col Papa e col presidente della Repubblica in primis. Ma anche alcuni regali che illustra con orgoglio ai suoi visitatori, come due sculture di Pomodoro: una donatagli dallo stesso artista, l'altra dai dirigenti della Regione per il suo sessantesimo compleanno.

Lascia dopo 18 anni, Formigoni, ma resta nei paraggi, dunque, quasi che anche in Lombardia ci sia un presidente 'emerito'. E i nuovi consiglieri regionali potrebbero incrociarlo spesso. Resta da vedere se si tratterà dell'unico cambio di ufficio, visto che in campagna elettorale lo stesso Maroni ha riflettuto anche sulla possibilità di installare il suo ai piani bassi, e non più al 35/o piano di Palazzo Lombardia.

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