Politica

Intervista a Gherardo Colombo: «Cambiamo dal pensiero»

Quattro domande e quattro risposte, in poco più di dieci minuti. Abbiamo incontrato Gherardo Colombo al termine dell'incontro 'Fai la cosa giusta' a Moniga del Garda, organizzato dalle associazioni Viva Valtenesi e Scordium

Circondato dalla gente, mentre firma autografi per i tanti presenti e i tanti curiosi, sui libri che lui stesso ha scritto. Questo è Gherardo Colombo al termine del primo incontro ‘Fai la cosa giusta’ in quel di Moniga del Garda, nella sala conferenze dell’Hotel Ramada. Una location di tutto rispetto per chi si è fatto conoscere in tutta Italia per la sua integrità morale, ai tempi di Mani Pulite: se Antonio Di Pietro può essere definito il braccio di quell’operazione, Colombo ne fu senz’altro la mente, il teorico. Ora è presidente della casa editrice Garzanti, e ha dato una svolta alla sua vita dopo le dimissioni dalla magistratura, nel 2007.

Lei passa molto tempo con i giovani, di tutte le età, tra conferenze, incontri e convegni.. ma cosa ne pensa dei giovani italiani?

A essere sincero vedo meglio loro che gli adulti! Scherzi a parte sto generalizzando, ci sono sempre le eccezioni.. Ma i giovani hanno voglia, voglia di essere coinvolti ma allo stesso tempo stimolati, non vogliono sentirsi spettatori ma vogliono sentirsi protagonisti, devono sapere di poter contare. Il mio metodo segue proprio questa linea, certo parlo anche con gli adulti ma sono i ragazzi che mi danno le più grandi soddisfazioni. In questo modo sono i ragazzi a sentirsi parte del discorso, non sono più dei semplici destinatari.

Se ripensiamo alle vicende dei primi anni ’90, e ripensiamo a Mani Pulite, a prima vista pare che anche oggi in Italia vi sia una nuova richiesta di legalità e di giustizia.. Oggi come allora le cose stanno per cambiare?

Secondo me il cambiamento è sempre necessario.. ma chi lo sa? Magari è cambiato il modo di pensare dei cittadini! Il segreto è tutto qui, non credo che sia attraverso la giustizia e l’amministrazione della stessa che si possano cambiare le cose. L’amministrazione della giustizia è una conseguenza che viene dopo, quel che importa di più è altro, l’approfondimento del pensiero, l’approfondimento dei ragionamenti.. ma staremo a vedere.

Con un gioco da giornalista possiamo unire le due domande e ricavarne il sunto ‘giovani e cambiamento’. Lei è ottimista sul futuro dell’Italia?

Se io non fossi ottimista certo non farei la vita che sto facendo adesso! Oggi ho fatto due incontri, domani ne faccio tre, dopodomani ancora due.. lunedì ero a Dublino, fuori dall’Italia, martedì anche.. Io nell’ottimismo ci credo, e proprio per questo faccio una vita frenetica, impegnata e frenetica.

Dopo la protesta di Wikipedia è impossibile non parlare della legge bavaglio..

Io questa legge non la conosco a fondo e nei particolari, ma credo e sono convinto che sia molto importante che le informazioni e le idee circolino liberamente. Ma sempre nel rispetto delle altre persone, nel rispetto della loro riservatezza, una riservatezza che deve essere violata soltanto quando si tratta di accertare dei reati. Devo ammettere che magari a volte si è andato sicuramente oltre..

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