Francesca Moretti: «Franciacorta, tutti insieme. Con l’aiuto delle istituzioni»

La neo presidente della Strada del Franciacorta alle prese con la crisi e con le difficoltà del momento. Alla ricerca di nuove sinergie, per un solo grande obiettivo: "Un sistema unica della Franciacorta, per turismo e tradizione"

Tempo di cambiamento per la Strada del Franciacorta, fra le prime e più attive Strade del Vino italiane. Francesca Moretti è infatti il nuovo presidente, sostituirà per almeno tre anni il suo predecessore Gianluigi Vimercati Castellini che rimarrà comunque nel CDA. Enologa per passione e per lavoro, è responsabile del settore vitivinicolo del gruppo Terra Moretti, quelli delle Cantine Bellavista, è stata anche la prima fondatrice della Scuola Italiana di Potatura della Vite, il modo migliore “per tutelare le nostre piante”, assicurando non solo alla vite “una produzione di qualità e una vita più longeva”.

Lo scorso anno la Strada e il Consorzio Franciacorta hanno deciso di fondersi e unirsi, primo passo per un lavoro di sinergia che possa mantenere alto il livello qualitativo dell’offerta turistica franciacortina, in un momento non facilissimo, in un momento in cui sembra si faccia sempre più fatica. “Nostro obiettivo, e non voglio essere banale – ci racconta proprio Francesca Moretti – è quello di portare benessere, migliorare la qualità della vita e del territorio. In Franciacorta tutti gli attori devono collaborare e lavorare insieme, in primis ovviamente le cantine, poi tutti gli altri, albergatori, ristoratori, strutture ricettive e sportive”.

In molti parlano bene della Franciacorta, in molti amano definirla come un modello da imitare. “Questo non può che farci piacere, speriamo solo di avere qualche aiuto in più. Abbiamo bisogno di fondi, non lo nego, abbiamo bisogno che gli enti ci aiutino davvero, a partire dai Comuni passando poi per la Provincia e la Regione. Noi da soli purtroppo, in un momento difficile come questo, non riusciremo a fare molto, è importantissimo che le istituzioni ci diano una mano, e ci aiutino a mantenere i nostri obiettivi di qualità”. Il territorio della Franciacorta è da sempre all’avanguardia, questo non va dimenticato.

A partire dalla green economy di cui tutti parlano: “Un pensiero che fin dall’inizio è stato alla base del modello Franciacorta. La green economy va cavalcata, e non solo per un discorso di tipo economico! Per il bene delle nostre terre, del nostro Paese, per il bene del nostro ecosistema. La qualità del paesaggio e della vita, di chi ci abita e di chi ci viene a trovare. Il turista si muoverà sempre meno, i costi lo porteranno ad apprezzare anche i territori a lui più vicini, ad apprezzare le piccole cose che hanno fatto grande l’Italia, la tradizione e i prodotti tipici, le nostre materie prime”.

Un po’ come hanno fatto i ‘cugini’ d’Oltralpe, dalla Provenza alla Borgogna, dal Bordeaux allo Champagne, “sono stati molto bravi a valorizzare i loro beni principali, a mantenere alti i valori delle loro tradizioni, e non solo con il vino”. In effetti è così, dai formaggi alla lavorazione del ferro, un multitasking turistico che tutto il mondo invidia, e da cui non sarebbe male prendere ispirazione. Magari partendo dal nome di un prodotto che prende il nome di un territorio, vedi la nuova DOC Valtenesi, vedi le bollicine della Franciacorta che d’ora in poi sarebbe meglio chiamarle con il loro vero nome, come ha ricordato anche Maurizio Zanella, presidente del Consorzio di Tutela del Franciacorta.

“Una piccola provocazione, ma che ha avuto il suo giusto effetto – ancora Francesca Moretti – Il senso delle sue parole è questo, se abbiamo avuto la fortuna di ottenere la possibilità di chiamare il nostro prodotto come il nostro territorio allora tanto vale sfruttare questa grande occasione. Se vogliamo parlare di sistema, un sistema del territorio, allora dobbiamo cominciare a chiamarlo con il suo vero nome, Franciacorta”. Valorizzare una grande terra, fatta di grandi tradizioni ma anche di grandi avanguardie, e che turisticamente parlando ha il 60% degli introiti e delle presenze che derivano proprio dalla cultura enoica.

“La Franciacorta è un territorio dal grandissimo potenziale, ha tanti prodotti interessanti, un patrimonio paesaggistico unico. Dobbiamo valorizzare tutte le nostre materie prime, e portare la gente a conoscerle. Dobbiamo lavorare tutti insieme, tutti devono darci una mano per raggiungere il nostro obiettivo, obiettivo Franciacorta! Un sistema unico alla francese, ma con tutte le qualità della nostra terra italiana”.

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