Giovedì, 23 Settembre 2021
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Fatture false per 20 milioni di euro: il leghista Moretti si difende

Continua il processo all'ex leghista Enio Moretti, accusato dalla Procura di un giro di fatture false nell'ordine dei 20 milioni di euro. Martedì mattina l'udienza al Palagiustizia di Brescia: "Sono innocente, tutto regolare"

Fatture false? Macchè. Tutto è tracciabile, tutto è in regola. Così il leghista Enio Moretti, ex consigliere regionale ed ex amministratore unico di Chiari Servizi, arrestato ormai più di un anno fa con l’accusa di frode fiscale, per un giro di fatture false intorno ai 20 milioni di euro.

Per la Procura Moretti avrebbe frodato il fisco usando i crediti d’imposta recuperati per pagare i contributi dei suoi dipendenti tramite compensazione. Un passato comunque burrascoso, già accusato per truffa e peculato anche in altre occasioni.

Martedì mattina è stato chiamato a deporre in tribunale a Brescia, al Palagiustizia, a poche settimane dal suo ritorno in libertà, dopo un lungo periodo trascorso agli arresti domiciliari. Venne arrestato nel 2013, indagato con altre 16 persone tra cui il fratello Renato e i fratelli calabresi Rocco e Vincenzo Natale, per gli inquirenti vicini a cosche riconducibili alla ‘ndrangheta.

Un presunto giro di fatture false e di operazioni contabili inesistenti, il pesantissimo capo d’accusa che gli costò pure una ‘scomunica’ da parte del suo stesso partito, la Lega Nord. Il processo intanto prosegue, e Moretti continua a difendere il suo operato, giudicandosi innocente.

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