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Sindaco condannato: Comune bresciano verso il commissariamento

Il sindaco di Gavardo, Emanuele Vezzola, ha dato le dimissioni al termine di un lungo periodo caratterizzato dalle infuocate polemiche per le vicende giudiziarie che lo hanno riguardato

Foto d'archivio

Emanuele Vezzola, sindaco di Gavardo, ha gettato la spugna, rassegnando le dimissioni. Dopo anni segnati dalle polemiche per le vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto, nei giorni scorsi ha presentato al segretario comunale la lettera in cui esplicita la volontà di lasciare l'incarico.

Una decisione che avrebbe sopreso l'intero consiglio comunale, di cui pare nemmeno il vicesindaco Sergio Bartoloni - che ha preso preso le redini del comune dalla sospensione di Vezzola, avvenuta dopo la condanna in primo grado per abuso d'ufficio - pare fosse a conoscenza. 

Ora il primo cittadino ha a disposizione i canonici 20 giorni per cambiare idea, se così non fosse il  20 luglio potrebbe arrivare il commissario che guiderà il comune fino alle prossime elezioni.

I guai per Vezzola erano cominciati nel 2013, quando decise di cambiare l'allora comandante della Polizia Locale Marco Sartori. Una decisione mal digerita dall'agente che aveva fatto ricorso, accusando il sindaco di aver messo in atto un’azione ritorsiva nei suoi confronti.

La condanna in primo grado per abuso di ufficio era arrivata nel 2016, e di conseguenza, per effetto della legge Severino, la notifica di sospensione dall’incarico da parte del prefetto. Una sentenza confermata in appello, qualche settimana fa, spingendo il primo cittadino a dare le dimissioni.

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