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Regionali, Maroni in piazza Loggia: «Dio ci salvi da questa sinistra»

Il numero uno della Lega arriva in città per presentare la sua lista civica. A poco più di un mese dalle elezioni regionali il comizio di Maroni al Caffè della Stampa in Piazza Loggia: "Che Dio ci salvi da questa sinistra"

Andare oltre l’obsoleto concetto degli Stati nazionali, “mettere insieme le forze per unire i servizi”: anche Roberto Maroni mette le mani avanti e non ha più tempo per le mezze misure, quando manca poco più di un mese all’election day e quando i più recenti sondaggi lo danno ancora in vantaggio nella corsa al governatorato della Regione Lombardia. Il nuovo numero uno della Lega torna a Brescia per presentare gli uomini e le donne che compongono la sua lista civica, Maroni Presidente, “persone che non hanno niente a che fare con la solita politica e che si impegnano con me a governare una delle più grandi e importanti regioni del continente, altro che Roma!”.

Con lui volti noti come Alessandro Sala e Fabio Fanetti, con un passato e un presente da sindaci di Provincia, rappresentanti di associazioni e comitati, imprenditori e impiegati. “Abbiamo preso il meglio che c’era – spiega Maroni – per poter così realizzare punto dopo punto il programma che ci siamo prefissati, la macroregione del Nord, trattenere non meno del 75% delle tasse in Lombardia, annullare l’IRAP e abolire l’IMU sulla prima casa. Iniziative concrete per riconquistare la fiducia di chi ci ha votato nel 2010: nessuno ci può più fermare, anche chi vincerà le politiche dovrà fare i conti con noi”.

Sull’alleanza con il PDL, e il richiamo a Berlusconi presidente, Maroni ammette che la base “ha fatto un po’ rumore”, ma continua a difendere la sua scelta perché “ci permetterà di vincere in Lombardia e forse anche in Italia”, una decisione di cui comunque “mi assumo la piena e completa responsabilità”. Mentre a Brescia, proprio in forza all’accordo con il primo partito del centrodestra, la Lega garantisce “il massimo sostegno al sindaco uscente, Adriano Paroli”.

Altre pillole di programma, il controllo sociale delle imprese, gli appalti a chilometri zero, la difesa del territorio e delle sue eccellenze, senza scordarsi del gorgonzola. Insieme alle “diverse forze autonome della società civile”, assemblate dal professore e ideologo Bruno Galli, “la Lombardia è una macchina da guerra, il nostro PIL vale quanto quello della Svezia o della Polonia”. Macroregione ma anche macro-pensiero, “chi dice che la Lega è contro l’Europa lo dice in malafede, contrariamente a quanto si pensa il nostro è il partito politico che ha la visione più avanzata e più moderna”.

“Dobbiamo andare oltre gli Stati nazionali – chiude Maroni – per arrivare alla vera Europa, l’Europa delle Regioni e dei popoli”. E ce n’è pure per il rivale Umberto Ambrosoli, in fondo la campagna elettorale è anche e soprattutto questo: “Che Dio ci scampi e ci salvi dalla sinistra”.

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