Lombardia: vince Maroni, Ambrosoli gli telefona e si complimenta

Il neo presidente della Lombardia, dalla sede della Lega di via Bellerio: "Missione compiuta: questo era ciò che la Lega voleva, questo era il nostro obiettivo strategico"

"Poco fa mi ha telefonato Ambrosoli per farmi i complimenti, è un gesto che apprezzo, se rimarrà in Consiglio come spero, gli ho garantito un rapporto di leale collaborazione nel rispetto dei ruoli". Così Roberto Maroni nel corso della sua conferenza stampa per commentare la vittoria alle regionali lombarde.

"Missione compiuta: questo era ciò che la Lega voleva, questo era il nostro obiettivo strategico, in coerenza con la linea politica uscita dal congresso riassunta nello slogan 'Prima il Nord", ha continuato. Poi un commento sul responso delle urne alle politiche: "Quello di Roma sarà un governo debole, il nostro sarà un governo forte: la Lega non è disponibile a governi di grandi, larghe e grosse intese".

REGIONALI: I RISULTATI FINALI

Ad Ambrosoli non è dunque bastato essere un candidato giovane, civico e con un cognome importante. Non è bastato girare la Lombardia in lungo e in largo e coinvolgere nella campagna elettorale leader nazionali e locali. Ha rimontato ma non è riuscito a portare la Regione al centrosinistra, nonostante il dato della sua coalizione alla fine sia risultato superiore a quello nazionale, nonostante una giunta Lega-Formigoni travolta da ogni sorta di scandalo.

Allargare il campo dei suoi alleati e coinvolgere tanti rappresentanti della società civile erano i presupposti della sfida che il figlio di Giorgio Ambrosoli, "l'eroe borghese" assassinato nel 1979, non è riuscito a vincere. Forse era troppo alta la montagna da rimontare rispetto a quella milanese, troppo difficile recuperare il milione di voti di scarto a favore del centrodestra nel 2010, anche se rispetto a Filippo Penati che perse di 23 punti contro Roberto Formigoni, Ambrosoli ha dato tutt'altro filo da torcere a Maroni, riducendo lo scarto a circa 5 punti. Ma alla fine, solo a Milano il vento è davvero cambiato, mentre nelle grandi province di Bergamo e Brescia il distacco è superiore alla doppia cifra, così come nella roccaforte leghista di Varese per non parlare del plebiscito avuto da Maroni a Sondrio.

- La vittoria di Maroni non placa il mal di pancia in casa Lega

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Già i dati nazionali di ieri avevano spento entusiasmo e ottimismo e il voto disgiunto è stato l'ultimo appiglio in cui credevano i suoi sostenitori riuniti al Teatro Litta, dove si respirava subito un'aria di serena rassegnazione. Sempre presente Annalori, la madre di Umberto Ambrosoli, sempre sorridente nonostante una vita segnata dai lutti, visto che oltre al marito ha perso anche un fratello e un figlio: "E stata una sfida passionale e coinvolgente, comunque vada questa sfida sarà utile per mio figlio".

"Comunque sia è solo l'inizio", ha commentato alla fine Ambrosoli, sottolineando il risultato positivo della sua lista civica e di una coalizione "che ha superato di dieci punti il dato del centrosinistra alla Camera". Ma anche "andando oltre i partiti" e scegliendo un candidato 'civico', il centrosinistra ha perso, aprendo le consuete riflessioni su una coalizione che andava da moderati fuoriusciti dall'Udc fino a esponenti della Federazione della sinistra.

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