Ambrosoli e Renzi: la sfida del PD arriva in casa Lega Nord

Il candidato del Pd alle regionali lombarde, affiancato dal carismatico sindaco di Firenze, a Paderno e Orzinuovi per combattere la "deriva etica della Lombardia"

Il candidato del centrosinistra alla Presidenza della Regione Lombardia Umberto Ambrosoli e il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, hanno lanciato la sfida alla Lega Nord nella fascia Pedemontana, in provincia di Brescia, con una serie di incontri nella zona dove si gioca il testa a testa con Maroni nella volata finale della campagna elettorale in Lombardia, l'Ohio d'Italia.

"Maroni parla della Lombardia che ha in testa - ha spiegato Ambrosoli nel corso di un comizio a Orzinuovi - mentre noi abbiamo in mente una Lombardia alla testa dell'Europa. In Regione c'é stata una deriva etica e morale - ha proseguito -, perché qualcuno ha pensato che il potere potesse essere gestito per i propri interessi".

Ambrosoli ha attaccato Pdl e Lega Nord sulla gestione della sanità, sulle inchieste che coinvolgono la Fondazione Maugeri e il San Raffaele e sulla 'questione morale', ribadendo che "il Consiglio regionale si è sciolto perché la criminalità organizzata si è seduta al tavolo della giunta" e "al vertice della Regione è stato svilito il significato delle regole".

Non ha risparmiato attacchi al Carroccio anche Matteo Renzi, presente durante tutte le tappe del tour di Ambrosoli, salendo sul palco con il candidato a Orzinuovi e a Paderno di Franciacorta.

"Vengono in queste valli a urlare 'Roma ladrona', quando in questi anni a Roma si sono trovati bene - ha spiegato Renzi -, per capire quanto hanno a cuore il Nord basta pensare che uno dei primi provvedimenti dello scorso governo Berlusconi è stato lo stanziamento di 120 milioni di euro per il Comune di Catania in dissesto finanziario".

Mentre in Lombardia si è arrivati alle elezioni anticipate perché "al di là delle inchieste giudiziarie la stessa maggioranza che ora corre insieme aveva litigato".

Il sindaco di Firenze quindi ha invitato il pubblico a "non accontentarsi di una campagna elettorale fatta di spot e slogan", e a scegliere se essere "cittadini, o consumatori che credono a un 'venditore di pentole''.

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