Regionali Lombardia 2013

Matteo Gaddi, il ricercatore Etico per scelta: «Mandiamoli tutti a casa»

Intervista a Matteo Gaddi, "orgogliosamente operaista" e candidato alle Regionali di fine mese per la lista Etico a Sinistra. Temi centrali il lavoro e i lavoratori, le risorse pubbliche, la questione morale

La questione lombarda secondo Matteo Gaddi, ricercatore e delegato sindacale per Cgil passato da Rifondazione Comunista candidato per Etico a Sinistra, “la candidatura del mondo del lavoro, io sono orgogliosamente operaista”, il riconoscimento del progetto Ambrosoli perché dopo tanti anni “è ora di mandarli a casa, quando le fabbriche chiudevano loro preferivano discutere di Minetti e Trota”. I punti secchi da cui non si può prescindere, “un progetto di legge che contrasti davvero la delocalizzazione, basato sul principio che qualunque azienda provi ad andarsene debba poi restituire almeno i contributi pubblici”, ci sono storie recenti che fanno male, la Invatec che “se ne va in Messico per sfruttare il basso costo del lavoro e intanto si è già intascata i finanziamenti della Regione per ricerca e sviluppo”, oppure la Indesit che “si prende gli incentivi sull’efficienza energetica, oltre a quelli indiretti come l’ecobonus per la rottamazione degli elettrodomestici, e poi se ne va in Polonia dove un operaio lo paga al massimo 300 euro al mese”.

Fare l’esatto contrario rispetto alla giunta già esautorata, ecco il secondo punto, “le risorse pubbliche solo alle imprese che non tolgono, cioè che stipulano il giusto accordo e aggiungono i diritti”, non come Lega e Formigoni che “prima hanno finanziato con appositi bandi le imprese che si sono spostate all’estero, e poi hanno perfino versato soldi pubblici alle imprese pronte a stipulare accordi in deroga al contratto nazionale”. Infine il terzo punto, “serie politiche industriali pubbliche per creare lavoro”, nella mobilità, nel settore energetico, nelle telecomunicazioni.

In una Lombardia dove “hanno aumentato tutto, dai ticket alla spesa sanitaria, con un’addizionale regionale pesantissima, o i biglietti del Trasporto Pubblico Locale, quelli dei pendolari”, e a pagare sempre gli stessi, “i lavoratori dipendenti che non hanno mai evaso un euro, mentre Lega e Formigoni preferiscono premiare i furbetti”. La questione lombarda che si fa morale, “siamo Etico anche per questo, la lista del lavoro che vuole essere il punto di riferimento quotidiano”, e due nomi che non vanno mai dimenticati, “Enrico Berlinguer e Giuseppe Di Vittorio”.

Ma a Brescia? “Un disastro, troppi lavoratori in cassa integrazione, e quando tra un anno o due questa scade se non riprendono subito sono tutti fuori, espulsi dal mondo del lavoro”, impossibile poi non parlare di MAC, “la testa d’ariete che poi sfonderà tutto il resto, la produzione è già dimezzata, siamo quasi arrivati alla soglia limite”. Allargare lo sguardo anche alla FIAT, dove “sono i padroni a scegliere con chi trattare”, oppure la riforma Fornero, “l’allungamento dell’età pensionabile lo sentono soprattutto quelli che stanno in fabbrica, e magari hanno cominciato a 15 o 16 anni”, ancora l’Articolo 18, “una legge fatta dalla politica che non vogliamo”.

Ultima cosa, ma non per importanza. Con la FIOM fuori dalle fabbriche “siamo tornati indietro di 70 anni”. Inaccettabile, conclude Gaddi: “I lavoratori devono essere liberi di aderire al sindacato. Per poter rispondere a quei sindacati che invece non si capisce cosa o chi vorrebbero rappresentare”.

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