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Marco Turra e Giorgio Pasini

Marco Turra e Giorgio Pasini

Regionali, i candidati bresciani 5 Stelle: «L’antipolitica? I partiti»

Intervista doppia ai candidati bresciani alle Regionali Marco Turra e Giorgio Pasini. Conto alla rovescia per l'election day, il M5S presenta i suoi 'esordienti'

La carica elettorale del Movimento 5 Stelle, l’unico movimento che presenta la stragrande maggioranza di inediti, a livello umano, per la prima volta alle politiche e per la prima volta anche alle Regionali della Lombardia, meno di un mese all’election day con i sondaggi che davano i ‘grillini’ in leggero calo, poi la più recente rimonta, garantito invece è l’entusiasmo dei suoi componenti come (credo) dimostrerà l’intervista che segue, doppia ma non troppo (nelle domande), doppia anzi tripla nei protagonisti, Marco Turra di Padenghe del Garda e Giorgio Pasini di Bedizzole, prima ancora di rispondere me lo dicono subito, “il Movimento è sinonimo di gruppo, contrapposto al concetto di singolo”.

Chiaro che a Marco, che di anni ne ha solo 20, non si può non fare una domanda sui giovani e la politica: “Mi sono avvicinato al 5 Stelle dopo che Mattia Calise (23 anni) è entrato come consigliere nel Comune di Milano. Come giovane sono qui per costruire un futuro per me e tanti altri come me che, per ora, si stanno vedendo mangiare il futuro da questi politici di professione”. Ben venga il ragazzo giovane, pronto “a scuotere queste mummie che ci governano”. La contrapposizione al Rigor Montis di grillina memoria, ma il Movimento è davvero solo antipolitica? “Il Movimento nasce dalla necessità di un obiettivo comune. Nasce come movimento di protesta, ma fin da subito la protesta diventa proposta. E’ facile criticare, più difficile è proporre: noi facciamo proprio questo, proporre”.

Le proposte infatti sono tante, e su ogni tema. Entrambi candidati alle Regionali, perché non parlare proprio di Lombardia? “Prima cosa da fare è l’implementazione di una strategia a rifiuti zero – ci spiega allora Giorgio – eliminando le dinamiche che rallentano e bloccano la differenziata. Inoltre, sostenere le attività agricole soprattutto biologiche e a filiera corta, dando massima attenzione all’ambiente e al legame tra territorio e salute”. Poche cose da salvare, c’è un vero problema di legalità, “dobbiamo togliere subito il marcio per capire al meglio cosa va assolutamente cambiato”, c’è un problema di sanità, “la salute e il profitto non devono essere mai più accomunati”. E la questione lavoro? “Anche a livello regionale, l’obiettivo è quello di migliorare i servizi per l’impiego verso una funzione di reale mediazione. Non solo per il collocamento ma anche con funzioni di formazione per aggiornare le proprie competenze professionali, o per il reinserimento nel mondo del lavoro”. In ultimo, una frase che spesso i ‘grillini’ dicono in coro: “Dobbiamo riportare il cittadino al centro dell’attenzione”.

Impossibile poi non riportare gli auguri di Luisa Sabbadini, già candidata sindaco alle Comunali di Desenzano del Garda dello scorso maggio, in attesa della serata del prossimo 8 febbraio (ore 20.30, sala Peler di Palazzo Todeschini) in cui il M5S presenterà i candidati regionali e nazionali, con discussione ‘live’ del programma “confrontandosi direttamente con i cittadini presenti”. Sulla Lombardia invece Sabbadini è piuttosto chiara, “una Regione che non ha più credibilità e di cui non salverei nulla”, così come sulla questione dell’antipolitica, “una definizione scorretta e assolutamente fuori dalla realtà, soltanto un modo per tentare di screditare il Movimento, quasi a volerlo banalizzare”.

Un Movimento che invece si compone di “cittadini semplici, incensurati, puliti e trasparenti” pronti a far politica “per un periodo limitato della propria vita”, poco importa di chi invece spesso tira fuori gli antecedenti curriculum di qualche candidato più ‘navigato’, “ci sarebbero pagine e pagine da scrivere su quelle che sono le innovazioni e le novità vere che introduce il Movimento nella politica attuale, cose impossibili e impensabili per i partiti tradizionali”. Come dice Beppe Grillo allora, “l’antipolitica sono diventati loro, i partiti”, mentre i ‘grillini’ “non hanno gerarchie o schemi piramidali, ogni persona vale allo stesso modo, e in ogni momento può liberamente portare il proprio contributo”.

Ma i giovani? “Sono proprio loro l’anima del Movimento, hanno l’energia e la voglia di fare che manca a chi ormai è stremato e deluso da anni di politica fallimentare”. Guarda caso, fa rima con parlamentare.

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