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Occhi puntati sulla Lombardia: in gioco il futuro del Senato

La Lombardia vale in tutto 49 seggi, di cui 27 vanno al partito che arriva primo: indispensabile vincere qui per essere determinanti a palazzo Madama

A urne ormai aperte, la Lombardia resta la regione chiave nella rischiosa partita per aggiudicarsi i seggi al Senato e dunque l'eventuale maggioranza in entrambi i rami del Parlamento. Le regioni in bilico sono sempre state considerate quattro: quella del Pirellone, la Sicilia, il Veneto e la Campania. Le ultime due però, a meno di clamorosi capovolgimenti, dovrebbero essere conquistate rispettivamente dal centrodestra e dal centrosinistra.

E se così fosse quindi la coalizione Pd-Sel sarebbe in grado di superare quota 158 a Palazzo Madama (vale a dire la maggioranza) solo se fosse in grado di conquistare Milano. Nel caso in cui infatti Bersani e Vendola perdessero la battaglia in Lombardia e vincessero la Sicilia l'asticella di fermerebbe a 153 senatori (al netto degli eletti all'estero, che però oscillano tra i 3 e i 4 per il centrosinistra su 6 totali).

La partita del Senato infatti è resa complicata a causa dell'assegnazione su base regionale dei premi di maggioranza. Dopo l'ultimo censimento i numeri si sono leggermente modificati: la Lombardia vale in tutto 49 seggi, di cui 27 vanno al partito che arriva prima. Un vero bottino, considerando che in totale i seggi al Senato sono 315 e che appunto per avere la maggioranza occorre poter contare su 158 senatori.

La Sicilia vale quasi la metà: 25 seggi in tutto, di cui 14 di premio. Dote, quest'ultima, uguale a quella del Veneto (che in tutto però conta 24 seggi), mentre i seggi campani sono 29, di cui 16 di premio. Numeri che spiegano l'attenzione con la quale i partiti hanno cercato di registrare fino alla fine i sommovimenti dell'elettorato in queste aree più che altrove.

La novità più rilevante, e che rende il centrosinistra piuttosto fiducioso (nonostante qualche timore per la Puglia dove il vantaggio nei confronti del centrodestra si sarebbe assottigliato), è stata la scelta del voto disgiunto in favore di Umberto Ambrosoli per la guida del Pirellone annunciata da alcuni neo montiani come la capolista per Palazzo Madama in Lombardia di Scelta Civica Ilaria Borletti Buitoni, l'ex senatore del Pd Piero Ichino e Lorenzo Dellai, capolista della lista Monti alla Camera in Trentino.

Per contro a preoccupare il centrodestra è il fattore Grillo, che sia in Veneto sia in Sicilia potrebbe essere fonte di guai. Se al Nord l'ex comico sembra abbia rosicchiato consensi alla Lega in una misura però non determinante per l'esito del voto, nell'isola del governatore Crocetta invece c'é infatti chi teme che il Movimento cinque stelle possa addirittura arrivare primo.

BresciaToday seguirà tutte le operazioni di voto e a partire da lunedì pomeriggio per le politiche (camera e senato) e da martedì pomeriggio per le regionali, darà conto di tutti i risultati. Di seguito i link:
Camera
Senato
Regione Lombardia
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