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Martedì, 7 Dicembre 2021
Elezioni Politiche 2013 Strada Bruno Boni

Fini a Brescia: «Mai con Maroni, mai con Vendola. Bersani? Simpatico»

Il presidente della Camera a Brescia per presentare i candidati alle politiche della circoscrizione Lombardia 2, in testa alla lista la giovane Chiara Moroni. Il leader di FLI difende la sua scelta: "Siamo noi la novità"

“È simpatico Bersani: smacchia i leopardi, pettina le bambole. E chiede anche che si ritiri Albertini. Strana pretesa la sua, non sarebbe più una competizione”. Così risponde Gianfranco Fini a chi gli chiede un commento sull'invito del leader del PD all'ex sindaco di Milano ad abbandonare e far votare il candidato del centrosinistra Ambrosoli e assicurarsi una vittoria su Maroni. Il senso dell'umorismo non gli manca nemmeno quando commenta la proposta ‘choc’ che Berlusconi avrebbe fatto di lì a poco a Milano: “La so, prometterà che tutti gli italiani vinceranno al gratta e vinci”.

Anche il leader nazionale di Futuro e Libertà è arrivato a Brescia per presentare i candidati alla Camera dei Deputati per la circoscrizione elettorale Lombardia 2, dove il primo nome è quello di Chiara Moroni, in Parlamento dal 2001, quando venne eletta deputato alle elezioni politiche come candidata dell'allora Casa delle Libertà: aveva solo 26 anni ed era la più giovane tra i parlamentari in quella legislatura. Dalla sede del direttivo provinciale in piazza Bruno Boni la Moroni ha bocciato il termine “moderati”, che vuol dire poco o nulla, per la coalizione che ruota attorno a Monti e ha detto: “Si tratta di riformismo civico, cattolico e liberaldemocratico, che è rappresentato da Fini. Così si dice fine alla seconda Repubblica e si inizia la terza Repubblica per porre una fine al bipolarismo muscolare e a una politica troppo mediatica. La politica deve essere più vicina ai cittadini e deve avere trasparenza”.

Nell'occasione è stata anche lanciata la candidatura di Luca Feroldi, segretario provinciale, al Pirellone, nella coalizione a sostegno di Albertini: “E' un candidato doppiamente credibile – ha commentato il Presidente della Camera – perché può raccogliere i consensi di un elettorato deluso dall'ennismo accordo del Pdl con la Lega, un matrimonio di interesse, un do ut des; sia di quell'elettorato più centrista del Pd, che non ha apprezzato l'alleanza imposta con Vendola”.

Fini, che apre le porte a una legge per le coppie di fatto etero e gay, confessa di non essere mai pentito dello strappo con il Pdl e ha ricordato i momenti che lo hanno portato lontano da Berlusconi: “Forse, mi è costato una carica importante, ma lo rifarei, perchè le scelte di politica economica e la deriva delle leggi ad personam erano diventate insostenibili”.

Le uniche vere novità di questo turno elettorale, continua Fini, sono quelle della coalizione formatasi attorno a Monti e la presenza di Grillo: “Raccoglierà il voto sintomo di un profondo malessere, voto che non demonizzo: è come un corale mandarsi a quel paese. Un voto di protesta, e non di governo: basta guardare quello che è successo a Parma”.

Quindi, dopo il voto, se non dovessero essere maggioranza e quindi al governo, che cosa faranno? “Non abbiamo interesse – ha detto – a sederci a un tavolo per un governo che isoli PDL e Lega o che isoli PD e SEL, ma vorremmo sederci a un tavolo per lavorare con un programma. Un'alleanza con Vendola che dice no alla Tav è inimaginabile, come lo è con Maroni che dice no alla legge per la cittadinanza”.

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