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Nessuna maggioranza al Senato. Mercati, paura ingovernabilità

L'incertezza sul futuro politico rimbalza subito sui mercati, si impenna lo spread tra i titoli italiani e i bund tedeschi. "Gestiremo il risultato nell'interesse dell'Italia", dice Pier Luigi Bersani. Grillo, primo partito: "L'onestà andrà di moda"

Boom di Grillo e rischio di ingovernabilità. Questo, a spoglio completato, l'esito delle elezioni politiche per la sedicesima legislatura. Il centrosinistra si aggiudica il premio di maggioranza e i 340 seggi a Montecitorio per soli 124.000 voti. Ma al Senato nessuna coalizione ha i 158 seggi necessari per governare da sola. Il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo è il primo partito a Montecitorio con il 25,6%. Nella coalizione del premier Monti, che ottiene il 10,56% alla Camera, non viene eletto Gianfranco Fini. Stessa sorte per Antonio Di Pietro, che non raggiunge il quorum con Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia. Ha votato il 75,1% degli italiani, calo di circa il 6%.

I mercati di tutto il mondo guardano con attenzione alla situazione italiana: timori tra analisti e banche d'affari. Si tratta del "peggior risultato possibile" per i mercati finanziari e l'economia italiana, scrive Bank of America - Merrill Lynch in un report. Per Barclays la pressione sui Btp crescerà nei prossimi giorni spingendo il rendimento del decennale al 5-5,2%. Per Morgan Stanley lo spread del quinquennale rispetto ai titoli tedeschi potrebbe allargarsi a 350 punti base.

Infatti, in mattinata, l''impennata dello spread, sui timori di una fase di ingovernabilità, sta travolgendo le banche a Piazza Affari. Gli istituti di credito, i cui bilanci sono pieni di miliardi di euro di titoli di debito italiani, guidano i ribassi di Borsa: Intesa cede il 7,3%, Mps il 7%, Ubi Banca e Unicredit il 6,9%. Per Citi "la volatilità sugli spread e la mancanza di riforme a favore della crescita continuerà a impattare negativamente sulle banche italiane".


Intanto, per poter "gestire il risultato nell'interesse dell'Italia (Bersani dixit)", si inizia già a parlare di grande coalzione Pd-Pdl. Berlusconi, per nulla smacchiato, ha già aperto ai piddini: "Serve un governo, bisogna riflettere insieme". Con l'incognita Grillo, naturalmente. Che avverte: "Facciano pure i loro inciuci, ma d'ora in avanti l'onesta andrà di moda. Li seguiremo ovunque".

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