Folla per Matteo Renzi, in città a fianco di Del Bono: «Abbiamo bisogno del voto di tutti»

Gran finale elettorale in Corso Garibaldi, tra la Pallata e la sede del Comitato Del Bono. Centinaia e centinaia di persone per il comizio (breve) di Matteo Renzi: "Votare Del Bono significa votare Brescia"

Uno stentato dialetto per esordire, ma che strappa qualche dovuto sorriso tra i centinaia che sono accorsi, sotto la Pallata e di fronte alla sede del Comitato elettorale di Emilio Del Bono. Matteo Renzi superstar di giornata nel centro storico di Brescia, l'endorser d'eccezione pronto a tirare la volata al candidato sindaco del centrosinistra, quando si contano i giorni (e a breve le ore) per il decisivo ballottaggio con Adriano Paroli nel testa a testa di domenica 9 giugno.

“Una signora mi ha fermato, dicendomi mi raccomando. Io lo ripeto a voi, il destino della città è nelle vostre mani. Fare il sindaco è un bel mestiere, ma solo se il contributo della città sarà un contributo d'insieme. E so che Brescia è pronta a dare questo contributo, tocca a voi portare avanti un'idea nuova (ma forte) di città”.

Proprio in quella Brescia dall'altissima densità migratoria, il volano ideale per la battaglia politica che più lo ha coinvolto in questi ultimi giorni: visita a Flavio Briatore a parte, il sindaco di Firenze ha forse anticipato tutti, riportando in auge la tematica della cittadinanza, dello ius soli. Ma oggi all'ora di pranzo il tema prediletto era un altro, mentre accanto a lui sul palco c'erano sia Del Bono che Marco Fenaroli, con la new entry (fresca di accordo per il ballottaggio, e prima candidata alla poltrona di vicesindaco) Laura Castelletti.

Tra Roberto Benigni, una citazione che il buon Renzi non evita mai, e il Metrobus, “potrebbe fare da modello anche alla mia Firenze”, la scelta di votare Del Bono “per il bene della città”. Con un monito davvero renziano: “Senza avere la presunzione, purtroppo diffusa nella sinistra che non vogliamo più, di credersi migliori degli altri, e di non volere i voti degli altri. Non abbiamo voluto i loro voti, e ora ci tocca governare ascoltando perfino Brunetta!”.

Gli applausi, dovuti come i sorrisi: la folla è del PD, a maggioranza Renzi, di Pierluigi Bersani nessuno ha voglia di parlare. “Vi invito a fare anche un po' di porta a porta – chiosa Renzi – per convincere gli astenuti, i grillini e anche i delusi del centrodestra. Votare Del Bono significa votare Brescia”.

Sarà testa a testa, oppure no. La scelta di Renzi (e l'altra ipotesi, quella di Walter Veltroni) significa non voler rischiare nulla, mantenendosi sull'ala destra del PD in una città che storicamente non ha mai abbandonato il suo essere democristiano. Dall'altra parte, Adriano Paroli, a meno di un recupero miracoloso sull'astensione, o di un accordo last minute con Francesco Onofri (che però lo ha già escluso per principio), sembra proprio destinato a finire la sua benzina.

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