Primarie centrosinistra, atto II: «Mandiamo Paroli a casa!»

Secondo incontro pubblicato tra i candidati alle primarie del centrosinistra, previste per il prossimo 14 aprile. Nel Salone Buozzi della Camera del Lavoro in mattinata sono intervenuti Cipriano, Fenaroli e Del Bono

Secondo vero incontro pubblico tra i candidati alle primarie del centrosinistra (previste per il prossimo 14 aprile in vista della doppia scadenza elettorale del 26 e 27 maggio) in quella che dovrebbe essere rimasta una delle poche ‘roccaforti’ della sinistra bresciana, la sede della CGIL e il Salone Buozzi, per una mattinata intera dedicata ai pensionati bresciani, in fondo a Brescia almeno un quinto della popolazione ha raggiunto o superato i 65 anni. “Come pensionati – ha infatti spiegato la signora Grazia in rappresentanza dello SPI – desideriamo sottolineare la volontà e la necessità di cambiamento rispetto alla politica amministrativa portata avanti dalla giunta Paroli”. Tagli al welfare e allo Stato sociale, il Bonus Anziani “un po’ troppo ballerino”, i sostegni al reddito negli ultimi anni quasi azzerati, “la riduzione degli sconti per gli abbonamenti ai mezzi pubblici, o per l’acquisto dei farmaci”, l’impoverimento del settore assistenziale, “in cui il Comune ha addirittura rinunciato ad alcune titolarità di servizio”.

“Ho scelto le primarie proprio per dare anche il mio contributo nel mandare a casa la giunta di centrodestra – ha esordito allora Maria Cipriano dello ‘Spirito Libero’ PSI, la prima a prendere la parola – perché sappiamo benissimo cosa ha fatto Paroli, o meglio Rolfi, dato che il sindaco in questi cinque anni non si è praticamente mai visto. Sono riusciti a cancellare quanto di buono aveva lasciato la giunta Corsini, hanno tagliato del tutto (o quasi) quel filo diretto con le associazioni che da anni si battono per aiutare tutti quelli che sono davvero in difficoltà. Anche per questo dobbiamo puntare i piedi nel percorrere la strada del cambiamento, riportare al centro il welfare e la sanità, difendere chi ha lavorato una vita e si merita oggi di poter stare tranquillo. Insomma, aiutare di più, e smontare di meno”.

Anche Marco Fenaroli, candidato per così dire ‘indipendente’ ma sostenuto anche da SEL, sceglie di sottolineare le pecche e i difetti di “questa politica, quella che non riconosce la necessità e nemmeno la critica, anche se sono elementi decisivi per la politica vera”. Dunque il bisogno di riattivarsi con “la negoziazione sociale, un’esperienza originale e da rilanciare”, perché in tanti sono stanchi di sentirsi parte della “stessa barca” quando in questa barca “c’è chi rema, c’è chi suona il tamburo e c’è pure chi dà le frustate, le differenze sociali non si cancellano con le parole”. Cattiva politica anche nei termini delle figure di controllo, “non è più accettabile il direttore sanitario con il fazzoletto verde, ci sono figure che devono restare indipendenti, è ora di finirla con le nomine spudoratamente politiche”, e ancora il sociale e il terzo settore, “attenti alla co-progettazione, in molti casi il Comune ha operato solo per togliersi di dosso ruoli e responsabilità”.


Con Paroli “cinque anni di buio”, ed Emilio Del Bono (candidato PD) che allora insiste sul “cambio di metodo”, scelte diverse e serie, “tanto più autorevoli quanto più frutto del coinvolgimento, perché più ti chiudi e meno conosci e comprendi quelli che sono i bisogni primari”. Tempo di maggiore trasparenza, “è inutile chiamare a raccolta i soggetti che fanno fatica solo per far finta di ascoltarli, e nella confusione diventa troppo facile scappare dalle proprie responsabilità”, finendo poi per accelerare i tempi su quella che sono “priorità non condivise”. Uno sguardo più ampio, continua Del Bono, “cominciare a ragionare per la città metropolitana che siamo, 300mila abitanti con i 16 Comuni che circondano Brescia, ad oggi contiamo troppo poco, come un paesone, abbiamo bisogno di leadership e peso reale, e non più di un’amministrazione come questa, dalla bassissima statura”. Ancora il bilancio, le 105 società partecipate “su cui non vige un vero controllo”, la leva fiscale che in pochi anni “ha portato Brescia tra le città più tassate d’Italia”, il Bonus Anziani messo e tolto, dato e levato, “l’emblema di un modo disastroso e demagogico dell’utilizzo del denaro pubblico”.

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Tanti punti convergenti, non per altro sono le primarie del centrosinistra, una parte politica che dovrebbe avere diversi punti di contatto per così dire innati. Poi la voce dei presenti, “vi ringraziamo per i vostri interventi, ora sta a voi cambiare il segno negativo dell’amministrazione Paroli, sta a voi vincere le prossime elezioni”.

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