Adriano Paroli e il suo doppio incarico: “Prendo un solo stipendio”

Nei giorni della polemica tutta lombarda sui tanti politici dal doppio incarico e dalla doppia indennità il sindaco di Brescia risponde sicuro: "Se non fossi anche deputato la città sarebbe meno virtuosa. Doppio incarico, ma un'indennità"

Proprio nei giorni in cui si discute la manovra correttiva del Governo, che tra smentite e rinvii non avrà l’efficacia tanto attesa, e proprio nei giorni in cui il neo Assessore al Bilancio del Comune di Milano Bruno Tabacci ha annunciato tagli a giunta e consiglieri per circa 25 milioni di euro, prende nuovamente banco la polemica sui tanti politici che in Lombardia lavorano a doppio regime, ovvero a doppio incarico, e percepiscono anche il tanto criticato doppio stipendio, la tanto ingiusta doppia indennità. Anche il primo cittadino di Brescia Adriano Paroli ha mantenuto la doppia carica, come sindaco della Leonessa e come parlamentare romano, ma non ha mai nascosto di aver rinunciato a pieno alla sua indennità da sindaco della città.

“Doppio incarico sì, ma una sola indennità – commenta – Non voglio sottolinearlo per evitare di alimentare inutili fantasie popolari. Per fare il sindaco non percepisco un euro, anzi a volte ci rimetto pure. Ma il mio futuro l’ho già deciso: anche se ci fosse la possibilità di ricandidarmi in Parlamento io farò solo il sindaco. Sempre che i cittadini mi rinnovino la fiducia”.

Il suo doppio ruolo spesso ha significato dei vantaggi per la città, dei piccoli surplus: “Se non fossi stato deputato avremmo sicuramente perso gli otto milioni di rimborsi Ici stanziati dal Governo dopo la cancellazione voluta dal presidente Berlusconi. Poi penso anche al Milleproroghe, a come sono riuscito a far evitare a Brescia la gogna del patto di stabilità. Ci avrebbe penalizzato pur essendo un Comune virtuoso”.

“Brescia infatti è una città grande, ma non una grande città – conclude – A differenza di metropoli come Milano o Torino, Brescia ha un tessuto economico importante ma rimane una piccola. Per questo un sindaco anche parlamentare può trovare il modo di far emergere la propria città, portandola all’attenzione diretta del Governo romano”.

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