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Dismissione quote A2A: opposizione contro Di Mezza

L'annuncio dell'assessore al Bilancio e Patrimonio del Comune di Brescia sulla possibile vendita di quote di partecipazione di A2A ha provocato forti reazioni nel mondo politico. A scendere in campo è stato soprattutto il Pd, che si oppone fortemente all'eventualità

Le risposte da parte del mondo politico all'’annuncio di Fausto Di Mezza, assessore al Bilancio e Patrimonio del Comune di Brescia, sulla possibile vendita di quote di partecipazione di A2A, non si sono fatte attendere. A scendere in campo è stato soprattutto il Pd, che si oppone fortemente a questa eventualità, costatando come non esista nessuna obbligatorietà di dismissione delle quote, dato il decreto legge del Governo che lo prevedeva è caduto sotto la mannaia del Referendum del 13 giugno.

"Anticipare di essere ideologicamente per le liberalizzazioni - ha dichiarato Fabio Capra, presidente della commissione Bilancio del Pd in Loggia, in un’intervista uscita sul Bresciaoggi - mi sembra un modo molto superficiale di agire. La municipalizzata è stata orgoglio bresciano e ora sarà orgoglio lombardo: con Milano bisognerà lavorare per valorizzare e rilanciare l'azienda sul territorio. L'ultimo pensiero di un buon amministratore deve essere quello di vendere".

"Per quanto riguarda il bilancio comunale, eravamo già i migliori nel 2006 e terzi a livello europeo nel 2007, questa non è una novità. Noi nel 2008 abbiamo lasciato un tesoretto di 150 milioni di euro e un indebitamento quasi nullo. Rispondendo a una mia interrogazione scritta mi è stato detto che in cassa ci sono 72,5 milioni. Significa che ne mancano 78, E allora mi chiedo: in tre anni dove sono finiti? Di cosa sono frutto? Certamente del patto di stabilità, dei tagli di Berlusconi e della Regione Lombardia e della diminuzione degli oneri di urbanizzazione. Ma anche di un aumento della spesa corrente che in valore assoluto è aumentata tra 800 mila e 1 milione di euro, cifre usate per pagare una serie di nuovi dirigenti sommati a quelli che già c'erano. Anche questo dà un'idea del bicchiere mezzo vuoto. Siamo di fronte a una virtuosità assottigliata. E poi continuiamo a chiederci: a cosa sono serviti i 13,5 milioni di Brixia Sviluppo?".
 

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