“Così avete discriminato gli stranieri”: il tribunale condanna due Comuni bresciani

CRONACA

Erano stati denunciati dalla Fondazione Guido Piccini e dalla Cgil per discriminazione, su segnalazione degli stessi cittadini coinvolti: accusati di un uso definito “ideologico e distorto” dell’azione amministrativa. I Comuni di Pontoglio e Rovato erano già stati condannati in primo grado, e ora la sentenza è stata confermata anche in appello.

Il tema del dibattito processuale riguarda l’applicazione di costi “gonfiati” rispetto allo standard per l’ottenimento dei certificati di idoneità alloggiativa che venivano richiesti dai cittadini stranieri. Nel dettaglio, come sostenuto dall’accusa e come poi confermato dalle due sentenze, a Rovato i costi dei certificati sarebbero stati aumentati fino a sei volte, e a Pontoglio più del doppio.

Il certificato di idoneità alloggiativa riguarda in particolare i cittadini stranieri, spesso in ambito di ricongiungimento familiare: nella pratica dimostra che l’abitazione in cui il richiedente vive rispetta i requisiti minimi richiesti dalla legge sull’edilizia residenziale (ad esempio, un minimo di 28 metri quadrati per due persone).

La sentenza

La Corte d’Appello ha riconosciuto il reato di discriminazione, confermando la condanna per i due Comuni bresciani. Nella sentenza si riconosce la libera discrezionalità dell’ente pubblico nello stabilire i costi per la detta documentazione, ma ciò deve essere fatto nei limiti della Costituzione, e della parità di trattamento.

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