Direttiva europea, inadempienze italiane... e la vivisezione continua!

"Di fronte a questo (ennesimo) fallimento, ai cittadini non resta che firmare la petizione popolare europea Stop vivisection"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

L'art. 2 della direttiva europea sulla vivisezione (63/2010) parla chiaro: "misure nazionali più rigorose" sono mantenibili dagli stati membri qualora già in vigore al 09/11/2010 e qualora gli stati dichiarino di volerlo fare entro il 1° gennaio 2013.

La nostra associazione lo sottolineava da tempo (inascoltata); ora anche il Senato se n'è ufficialmente accorto! Non solo si è impegnato tempo nella discussione di emendamenti inutili, ma il nostro Governo ha perso l'occasione di mantenere in vigore le proprie leggi, non avendo adempiuto entro i termini.

Quindi, ad esempio, si potrà sperimentare sui randagi (cani e gatti) come previsto dalla direttiva, mentre con la legge 281/91 si sarebbe potuto evitare! Di fronte a questo (ennesimo) fallimento, ai cittadini non resta che firmare la petizione popolare europea Stop vivisection (www.stopvivisection.eu) con la quale si chiede all'Unione Europea di riesaminare la direttiva stessa e si chiede l'abolizione di quel metodo né scientifico né etico e la sua sostituzione con metodi senza animali, gli unici veramente predittivi.

Associazione UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)

www.unacremona.it

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