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Desenzano, pronto il PGT: «Troppo facile dire tutto e poi non fare niente»

A Desenzano meno di un mese all'approvazione definitiva del Piano di Governo di Territorio già annullato e già revocato. Dopo le polemiche di SEL le proposte dell'architetto Malinverno, militante di Desenzano Civica

Come tutti i PGT, da Milano a Ragusa, anche il Piano di Governo del Territorio di Desenzano del Garda ha alle sue spalle un lungo e travagliato percorso che, anche se potrebbe concludersi con una nuova approvazione entro la fine dell’anno, di sicuro strascichi ha lasciato e strascichi lascerà. Senza entrare in una cronistoria che già conoscono in tanti, e che occuperebbe pagine e pagine, basta ricordarsi i passaggi più recenti, una combattuta approvazione nel settembre del 2011, una lunghissima seduta fiume nella primavera dell’anno seguente, le elezioni comunali, la revoca e l’annullamento, la riapertura dei termini per le osservazioni.

Nel corso degli ultimi incontri pubblici, in cui la nuova amministrazione capitanata da Rosa Leso ha voluto presentare alla cittadinanza quelli che saranno gli ambiti e i piani, le volumetrie e gli interventi che coinvolgeranno la seconda città della Provincia, in quel di Rivoltella le parole dell’assessore Massimo Tira: “Ci impegneremo a togliere le previsioni di espansione sui terreni agricoli, porteremo a termine gli ambiti non conclusi del PRG e non inseriremo volumetrie aggiuntive al di fuori delle zone non ancora edificate”. Piani Integrati come Tassere e Grezze quindi proseguono il loro cammino, e dall’opposizione di sinistra il primo stralcio di polemiche, ma con la possibilità di ridurre gli impatti “dando conclusione ai piani attuativi già previsti” senza però prevedere interventi “non più necessari”, aggiungendo magari aumenti in termine di ‘indici’ per le zone interne e del centro abitato, in previsione di una futura variante.

Ora qualche dubbio anche dall’opposizione di destra, dalla lista Desenzano Civica sconfitta al ballottaggio e che di recente ha avanzato qualche perplessità anche nei termini della formazione della Consulta Urbanistica. In realtà l’architetto Guido Malinverno si presenta come “un libero cittadino”, ma allo stesso tempo ci tiene a precisare di aver fatto parte di quella che può essere definita come “la segreteria politica” della lista che mesi fa sostenne la candidatura di Renzo Scamperle. “La nostra è una richiesta spassionata, per tutti i desenzanesi – spiega Malinverno – Un resoconto dettagliato e onesto senza voler fare polemica alcuna, insomma dovete dirci chiaramente che intenzioni avete nei confronti dei vari Piani Integrati”.

Andiamo per gradi, escludendo Grezze e Tassere. E si comincia con il PII 3 di Via Venezia: “Se Tira dice il vero questo Piano andrebbe rivisto, e non inserito, non mi pare proprio che ormai sia intercluso. Poi abbiamo gli Ambiti di Trasformazione PII 5, PII 6 e PII 7, il Piano Norma della Cremaschina, con Maiolo e Rocchetta, e qui ci viene un altro dubbio. Sarà eliminato del tutto? C’è un allevamento di maiali, ci sono altri volumi, non è stato specificato se il nuovo insediamento verrà cancellato anche in un’area come questa, dove il consumo di territorio in minima parte c’è già”. Infine il PII 8, a ridosso della A4, che “secondo i parametri avanzati da Tira sarebbe da togliere del tutto, ma ancora il dubbio rimane, già ci sono delle case, già c’è un capannone”.

Poi ci sono i SUAP, secondo Malinverno tutti da eliminare: “Ci sono ancora queste esigenze produttive, alcune vecchie di anni? Gli studi fatti hanno tenuto conto della crisi? Dal Monte Alto a Rivoltella, potrebbero essere esclusi dal PGT e poi riattivati volta per volta, in caso di estrema necessità”. In ultimo, “per la sua importanza”, il PII Fili Legnami, “che per certi versi, e parliamo di VAS, si lega al PII di Via Venezia, non ci sarebbe alcun problema a bloccarlo”. Un Piano particolare però, che “andrebbe inserito nel comparto che lo circonda, un fulcro da rivedere tutto insieme e da non considerare disgiunto”.

Tra l’altro, continua Maliverno, una previsione abitativa in un’area limitrofa a quella dell’ex Federal Mogul che “andrebbe bonificata, è tabellata come sito inquinato”. Una riorganizzazione del Piano allora “potrebbe essere un’opportunità e un’occasione, per risistemare e riqualificare l’intera zona”. Senza polemiche? “La mia non vuole essere una polemica fine a sé stessa, se l’amministrazione fa le cose giuste noi siamo pronti ad applaudirli. La mia è una proposta di verifica, vogliamo capire dove vogliono arrivare, e i dubbi che mi pongo credo siano legittimi. Una chiara richiesta di trasparenza, soprattutto nel trattare argomenti di questo tipo, dove è facile dire tutto ed ancora più facile poi non combinare niente”.

Con un auspicio per così dire sostenibile: “Parlando degli ampliamenti in zone edificate, mi auguro siano concessi con un certo criterio. Attenzione al territorio e al paesaggio, e tutti gli eventuali strumenti di compensazione. Considerando in pieno tutte le conseguenze, il traffico e i servizi già sovraccarichi, l’impatto paesistico”.

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