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Corrado Passera difende le scelte del Governo: «Una buona riforma»

Il ministro per lo Sviluppo Economico ha parlato ieri durante l'inaugurazione del nuovo anno accademico. Quasi un'ora di comizio per difendere la riforma del lavoro: "Un aiuto per i giovani, uno schiaffo alla precarietà"

Corrado Passera ci mette quasi un’ora a finire il suo discorso, certo a parlare è uno capace, sembra quasi poterli convincere i ragazzi seduti ad ascoltarlo, quasi rapiti dal suo fare elegante e dalle sue parole forbite. Il ministro per lo Sviluppo Economico è intervenuto a Brescia, alla Cattolica durante l’inaugurazione del nuovo anno accademico. Per difendere la nuova riforma del lavoro governativa, tanto criticata e tanto contestata, una riforma che per il sindacato italiano “invita ad investire in Italia solo perché si licenzia facile”.

Passera ovviamente non la pensa così. “La crisi che stiamo vivendo non è un incidente – ha detto davanti agli studenti – Non torneremo più indietro, niente sarà più come prima. Il mercato va inteso come uno strumento, ma non è tutto. Abbiamo applicato alla realtà le logiche economicistiche, abbiamo pensato agli investimenti, al profitto, al calcolo. La crisi ci ha dimostrato che i mercati non sono perfetti né razionali, ma oggi siamo liberi da tutte le ideologie, siamo più liberi di ripensare la realtà”.

Senza pensarci troppo, un velato riferimento all’Europa unita, alla nuova forma unitaria che anche Josè Manuel Barroso aveva richiamato nel corso del suo intervento milanese. Sembra che si stia preparando il terreno per riempire il vuoto ideologico attuale sostituendolo con il grande sogno dell’Europa una e indivisibile, per contrastare potenze che cadono (gli Stati Uniti) e potenze che crescono (Cina e India).

E poi il lavoro, made in Italy. “La riforma aiuterà i giovani e ridurrà la precarietà. Incrementando la flessibilità in entrata, estendendo gli ammortizzatori sociali. La nuova sfida è creare lavoro, investire nella formazione e nella ricerca. Creare strumenti tecnici e culturali diversi dal passato, per capire la realtà e agire di conseguenza”.

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