Concorsopoli leghista: per il Pd "Errori evidenti e modifiche sospette"

La relazione presentata dal Pd esamina le presunte irregolarità nel concorso del Broletto per l'assegnazione di incarichi nell'amministrazione provinciale

La relazione del Pd di Brescia riguardante la commissione cosiddetta “Concorsopoli leghista” dopo 5 mesi di lavoro ha visto la luce.

Ecco i passi finali: “Viste le numerose imprecisioni e gli errori riscontrati e le incongruenze rilevate che lasciano intendere approssimazione ed inesattezze procedurali nelle fasi di valutazione e verbalizzazione, nonché gli effetti di tale approssimazione sull'esito finale del concorso, si chiede che il Consiglio Provinciale prenda atto che l'esito del concorso risulta viziato dagli errori e dalle imprecisioni fin qui illustrati e si chiede che la Giunta, valutato il fatto che risulta pendente un'indagine da parte della magistratura, deliberi di non procedere ad assunzione ad assunzioni di personale attingendo dalla graduatoria dei vincitori e degli idonei”.

La relazione esamina le presunte irregolarità nel concorso del Broletto per l'assegnazione di alcuni incarichi nell'amministrazione provinciale (con 7 simpatizzanti del Carroccio – tra cui parenti di esponenti leghisti – arrivati nei primi 10 posti). Come si sa dopo 24 sedute la commissione ha prodotto tre relazioni diverse: quelle di Pdl e Udc che con toni diversi parlano di superficialità ma non sollevano questioni sostanziali, e quella del Pd, a firma del presidente Roberto Cammarata, che invece non lascia spazio a dubbi. Il contenuto sarebbe dovuto restare top secret ancora per qualche ora ma stamattina un articolo del Corriere della Sera a firma di Beppe Spatola ne ha pubblicato ampi stralci. “Pur nella correttezza formale dei documenti ufficiali esaminati — si legge nel documento — si sono riscontrati una serie di aspetti e questioni che risultano non ininfluenti sulla valutazione complessiva di correttezza e imparzialità delle procedure adottate». Nella prova scritta, in particolare, la commissione avrebbe riscontrato un numero rilevante di errori nei conteggi delle votazioni da assegnare sulla base delle risposte ritenute corrette” L'effetto più significativo di tali errori risulterebbe essere l'ammissione di un candidato alla prova orale che, sulla base del riconteggio effettuato, non avrebbe dovuto essere ammesso. Per le prove orali la commissione ha «scoperto» l'esistenza di una versione in bozza non ufficiale del verbale n. 6, con alcune griglie di valutazione differenti rispetto a quelle riportate nel verbale definitivo. «Questo aspetto — continua la relazione — è indiziario del fatto che vi siano state modifiche delle votazioni parziali, successive alla pubblicazione delle votazioni finali, avvenuta la sera stessa dell'esame, imposte dalla necessità di adeguare le valutazioni parziali al risultato già proclamato”. Se non bastasse questo, viene puntato il dito pure sulla «correttezza» delle domande presentate alla prova scritta.

“Un altro aspetto esaminato dalla Commissione — si legge ancora nella relazione — è la contestazione avanzata da un candidato con ricorso presentato al Tar della Sicilia. Risulta evidente come in nessun testo d'esame, ne nella normativa di riferimento, i candidati avrebbero potuto trovare la risposta qualificata come "corretta" dalla commissione per una delle domande dello scritto. Ciononostante la maggior parte degli 8 candidati risultati vincitori del concorso hanno dato la risposta che la commissione aveva erroneamente qualificato corretta. Ma, soprattutto, le risposte conformi all'errore della commissione d'esame si concentrano quasi esclusivamente tra i candidati risultati idonei e quelli già collaboratori dell'amministrazione (14 su 20 tra gli idonei, 5 su 8 tra i vincitori)”. Venerdì la relazione sarà discussa in consiglio.

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