Corruzione e appalti, condannato imprenditore: a processo sindaco e parroco

Udienze fissate tra dicembre e febbraio per la maxi-inchiesta che a Concesio e dintorni coinvolge 25 persone: tra loro anche l'ex sindaco e il parroco

Ha patteggiato una condanna a 2 anni l'imprenditore Federico Marziale, residente a Sarezzo, coinvolto insieme ad altre 24 persone nella maxi-inchiesta sugli appalti che si è scatenata qualche mese fa a Concesio. Sarebbe stato proprio Marziale a denunciare i meccanismi di corruzione e turbativa d'asta che avrebbero accompagnato le procedure dei vari appalti pubblici: un vero e proprio “sistema”, avrebbe riferito agli inquirenti, che da quelle dichiarazioni hanno aperto un filone d'inchiesta con 25 indagati.

Gli altri filoni d'inchiesta

Volti noti e nomi eccellenti nel registro della Procura: su tutti l'architetto Riccardo Gardoni, responsabile dell'Ufficio tecnico del Comune e che in primavera era stato addirittura arrestato, con misura cautelare agli arresti domiciliari. Ma nell'elenco degli indagati, per altre e differenti vicende, figurano anche il sindaco di allora Stefano Retali, e il parroco del paese, don Fabio Peli. Coinvolto anche un agente di Polizia Locale accusato di omessa denuncia.

Maxi-inchiesta: corruzione, falso e turbativa d'asta

Sindaco e parroco, in particolare, sono finiti sotto indagine per un presunto stoccaggio abusivo di rifiuti all'oratorio, senza alcuna autorizzazione. Gli altri indagati, invece, sono stati accusati a vario titolo di corruzione, falso e turbativa d'asta. Non solo tecnici e professionisti, ma pure diversi imprenditori della zona, del settore dell'edilizia e affini.

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Nelle carte dell'indagine non mancano approfondimenti sui presunti “regali” che gli imprenditori avrebbero dovuto corrispondere a Gardoni, il responsabile tecnico, in cambio di “favori” sugli appalti: stecche di sigarette, benzina, un cambio gomme completo, pure un iPhone nuovo di zecca. Intanto il processo è partito: udienze fissate tra dicembre e febbraio.

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