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«Pazza idea»: un'unica città per la Valtrompia, da Lumezzane a Irma

Il Comune unico della Valtrompia potrebbe raggruppare 17 municipalità per un totale di 102mila abitanti. Un'idea quasi 'montiana' proposta dal sindaco di Lumezzane, e che piacerebbe pure all'Europa

Un’idea quasi ‘montiana’, ma il Mario Monti degli esordi, il tecnico che voleva tagliare la spesa pubblica ed abolire le Province, e in effetti la datazione per poco non coincide. Siamo nel 2011 quando per la prima volta in Valtrompia si comincia a parlare di “città unica”, un solo grande Comune che possa raggruppare tutte le municipalità che circondano Lumezzane, il capoluogo naturale della vasta valle bresciana che tende alla montagna, ma che nei suoi chilometri ha pure un po’ di città. Il primo a proporla fu proprio il sindaco di Lumezzane, Silverio Vivenzi, con tanto di studio di fattibilità annesso e di progettistica da avviare. L’autostrada che in tanti vorrebbero, la metropolitana che arrivi almeno fino a Sarezzo, un acquedotto tutto nuovo, la superstrada dritta dritta per la Valcamonica, il sogno di un cassetto di un polo universitario. Una proposta che è tornata di moda, un po’ per grandeur e un po’ per la crisi del debito che non si ferma.

C’era una volta infatti la Lumezzane seconda città della Provincia (ora è Desenzano del Garda), c’erano una volta le fabbriche ad altissima produttività. Ora rimane una landa che tende al declino, con un’accelerazione in negativo che si nota anche in demografia, non a caso Lumezzane è stata definita “la città degli ultranovantenni”. Se n’è parlato in Comunità Montana poco più di due settimane fa, nel corso di una lunga riunione con tutti i piccoli Comuni della valle. Se n’è discusso anche martedì nella sede dell’associazione Il Lume della Ragione, il gioco di parole viene quasi naturale: “L’attore fondamentale resta la Comunità Montana, ora attendiamo le risposte delle associazioni, delle istituzioni, dei cittadini”.

Con lo sguardo alla “capitale della Valgobbia” che tenta di arrestare nel piccolo il suo gran declinare, in tempi di crisi è l’unione che fa la forza. Ma non l’Unione dei Comuni di gardesana memoria (Valtenesi docet, non è cambiato un granché) ma un solo grande Comune, da fare invidia a tanti capoluoghi di Provincia perché la Valtrompia tutta insieme (da Concesio a Brione, da Tavernole a Bovegno) supera di poco i 100mila abitanti. Una struttura unica, con tutti i risparmi del caso, dai ‘gettoni’ alla parte tecnica, qualche milione in meno e il conto è subito fatto.

In dieci anni, in Italia, la spesa pubblica è cresciuta di quasi 80 miliardi di euro: un fiume di soldi non più sostenibile dagli argini del debito, l’economia che funziona solo quando il PIL cresce, e anche in quel caso rimane comunque ‘drogata’. Resta da vedere se il progetto prenderà mai forma concreta, o se non degenererà in orpello che invece di ammortizzare i costi in realtà li aumenterebbe ancora. Ma se nemmeno il Monti ‘tecnico’ ai suoi tempi è riuscito a toccare le Province, la strada per la “città unica” allora sembra una salita ripida. Ma da tempo i fatti che contano la strada l’hanno indicata, quando l’Europa si muove l’Italia obbedisce, vedi fiscal compact o Six-Pack che hanno pure cambiato la Costituzione, come farebbe una qualunque Regione, come farebbe una qualunque Provincia.

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