Lunedì, 21 Giugno 2021
Politica

Chiari, il passato di Enio Moretti: accuse di truffa e peculato

Storia ricca di alti e bassi quella del leghista di provincia già consigliere regionale in Lombardia dal 2006 al 2010. Accusato di peculato e di truffa ai danni dello Stato e dell'Unione Europea, ora dovrà rispondere di frode fiscale

Enio Moretti

Un faldone d’accusa di centinaia e centinaia di pagine, per un totale di almeno 39 capi d’imputazione. In manette, ieri mattina, sono finiti i fratelli Moretti (tra cui il segretario della sezione di Chiari della Lega Nord Enio Moretti) e i fratelli Natale, di origini invece calabresi: le accuse, pesantissime, parlano di fatture false e dunque frode al fisco, per milioni di euro, realizzando compensazioni illecite con falsi crediti d’imposta, recuperati per pagare i contributi dei dipendenti.

Un sistema denominato ‘Lupo’ dagli inquirenti, e che dovrebbe coinvolgere almeno altri 23 indagati: per gli imputati principali altro non significa che “associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale”. Ennesimo terremoto in casa Lega, in uno dei pochi feudi rimasti della Provincia bresciana, a pochi giorni dall'arresto di un'altra leghista, il sindaco di Montichiari Elena Zanola: ma l’ex consigliere Moretti (è stato al Pirellone dal 2006 al 2010) non è nuovo alle aule dei Tribunali.

Proprio nel dicembre scorso infatti era finito sul banco degli imputati per la fastidiosa vicenda dei rimborsi gonfiati, le cosiddette “spese pazze” che erano valse accuse di reati come il peculato per diversi consiglieri in Regione, da Alessandro Marelli e Monica Rizzi (ancora Lega Nord) fino a Margherita Peroni o Mauro Parolini (PDL). Moretti, in particolare, avrebbe speso i fondi messi a disposizione dalla Regione per gustarsi ostriche e champagne.

Amministratore unico di Chiari Servizi, municipalizzata comunale, Enio Moretti era tra i più ‘fedeli’ collaboratori del sindaco clarense Sandro Mazzatorta. Oltre agli scandali in regione Moretti figurava tra gli imputati di un altro processo, in cui era stato accusato insieme ad alcuni imprenditori bergamaschi di truffa nei confronti dello Stato italiano e dell’Unione Europea.

Il suo incarico di segretario leghista intanto è stato sospeso, e la sezione da lui guidata momentaneamente commissariata: al suo posto Giuseppe Pizzamiglio. Dalla Lega Nord infatti alzano le spalle: “Per le questioni private ognuno risponda per sé”.

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