Cecile, Ministro dal Congo: attacca la Lega, Balotelli la difende

La nomina del primo Ministro "di colore" non piace a Matteo Salvini (il che conferma la bontà della scelta), segretario lombardo leghista. Super Mario, che ha lottato tutta la vita tra i "buh" da stadio (ma il repertorio è ampio) parla di "un passo in avanti verso una società più civile"

Tra le poche, felici, novità del governo Letta, c'è senza dubbio la nomina del primo ministro "di colore" della Repubblica italiana. Si chiama Cecile Kyenge, nata a Kambove in Congo 49 anni fa, medico oculista, portavoce nazionale della rete Primo Marzo per la promozione dei diritti umani e dei diritti dei migranti.

La nomina non è piaciuta alla Lega (e sì che si è sempre difesa dall'accusa di razzismo: "E' folklore, come i fucili"), in primis al segretario lombardo Matteo Salvini, che non perde mai l'occasione di perdere un'occasione quando si sente di deliziarci con le sue 'analisi' socio-politiche: "Effettivamente, in questo momento di crisi, si sentiva proprio la mancanza di una ministra per l'Integrazione" - ironizza su Facebook - "in alcune città dovrà preoccuparsi di re-integrare i cittadini italiani, ormai stranieri a casa loro a causa dell'immigrazione".

matteo-salvini-2In realtà, "in questo momento di crisi" e con i conseguenti scontri sociali (perchè i poveri, lasciati soli a se stessi, si fanno sempre la guerra tra di loro), la nomina di Kyenge appare quanto mai opportuna, checché ne dicano i vari componenti (e sono tanti) della tribù autoctona dei Salvini.

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Diversa opinione - invece - per un bresciano DOC, Super Mario Balotelli, da sempre bersaglio della stupidità del razzismo nostrano: "La nomina di Cecile  rappresenta un ulteriore, grande passo in avanti verso una società italiana più civile, più responsabile e più consapevole della necessità di una migliore e definitiva integrazione". Paragonato a Salvini, Balotelli (non certo un luminare) ha statura di premio Nobel.

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