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Brescia, sciopero generale unitario. La manifestazione arriverà in Loggia

Oggi tre ore di sciopero unitario e otto ore di sciopero generale della FIOM, per rivendicare i diritti che corrono il rischio di essere cancellati. Braccia incrociate per dire no alla manovra e ai tagli alle pensioni

Quattroore di sciopero unitario per dire no all’ennesima manovra iniqua e che colpisce i soliti noti. Oggi la mobilitazione coinvolgerà tutte le sigle sindacali: la Cgil però si smarca da Cisl e Uil sulla deroga dei contratti nazionali e sulla bollente questione FIAT, con la FIOM che incrocia le braccia per otto ore e si scaglia con forza contro le scelte del Lingotto e il suo fumoso piano industriale. A Brescia ci sarà anche una manifestazione, che partirà alle 9 da Piazza Garibaldi e concluderà il suo percorso con un comizio finale in Piazza Loggia. Allo sciopero del 12 seguiranno le mobilitazioni di quelle categorie vincolate dalla legge 146: i trasporti il 15 e il 16 (ferrovie, TLP urbano ed extraurbano), la Funzione Pubblica e la FISAC il 19.

Nella sede della Camera del Lavoro di Brescia una conferenza stampa per illustrare le ragioni dello sciopero, in presenza dei segretari di tutte le categorie e di tutti i ranghi, dalla FIOM alla FILTEC, dalla SLC alla segreteria generale provinciale. “Che cosa deciderà l’Europa? – si chiedono in Via Fratelli Folonari – E’ ormai evidente che l’autonomia dei singoli Stati è messa già in discussione. L’ennesima manovra italiana, dopo 105 miliardi buttati al vento, mostra il suo carattere iniquo e rigorista, che non porta a niente e colpisce ancora una volta i lavoratori e i pensionati”.

Cruciale infatti lo snodo della riforma pensionistica, senza equa rivalutazione e con un blocco biennale, le cosiddette ‘Uscite Anticipate’ e l’evidente penalizzazione che i tessuti sociali più deboli si vedranno costretti ad affrontare. In piazza per questo, ma non solo: l’annosa problematica dei contratti di lavoro diventa pericolosamente importante. “Un problema di democrazia, una libertà sacrosante che non può essere messa in discussione. La Costituzione non può fermarsi al di fuori dei cancelli delle fabbriche: se verrà sdoganato il primo accordo separato di marchio FIAT si avranno pesanti ricadute su tutti i lavoratori italiani. Si vuole negare ai lavoratori i diritti di contrattazione, conquistati con enormi sacrifici. Questo è un accordo che cancella decenni di lotte, e che verrà prima esteso agli 86mila dipendenti del gruppo FIAT, poi a tutte le aziende del Paese. Per questo quei sindacati che hanno firmato l’accordo di Pomigliano non potranno che accettare anche proposte simili da parte di altri imprenditori”.

La Cgil si impegna a dare una risposta di piazza alla crisi della contrattazione nazionale, che coinvolge anche le categorie della Funzione Pubblica e i suoi derivati, per cui l’adeguamento del contratto sembra rinviato addirittura al 2017. Con un grande obiettivo: “Assumere e mantenere il carattere collettivo della protesta attraverso le manifestazioni pubbliche”.

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