Terremoto in municipio: dimissioni di massa, il Comune sarà commissariato

Fratture politiche insanabili a Cazzago San Martino: ben 10 consiglieri – 6 di maggioranza e 4 di minoranza – si sono dimessi. Il Comune sarà commissariato

Terremoto in municipio, il Comune è stato commissariato: è successo a Cazzago San Martino, dove martedì mattina si sono dimessi ben 10 consiglieri – 6 di maggioranza e 4 di minoranza – dunque più della metà e quanto basta per far decadere il consiglio comunale. A nulla è servito il tentativo in extremis del sindaco Antonio Mossini, che in mattinata aveva convocato una seduta consiliare d'urgenza per la surroga di almeno 5 consiglieri. Niente da fare.

E' davvero la parola fine al secondo mandato di Mossini, a capo di una giunta di centrodestra eletta ormai nella primavera di tre anni fa. A scatenare l'insanabile frattura, così pare, la revoca delle deleghe all'assessore ai Lavori pubblici Flavio Rubaga, esautorato dal suo ruolo che era stato inglobato ad interim tra le funzioni del sindaco.

Il botta e risposta

Tra i due in questi giorni c'era stato un botta e risposta infuocato: “Ho provato in molti modi e con tutta la comprensione che mi contraddistingue – ha scritto il primo cittadino – di tenere all'interno della giunta e della sfera personale questa questione, ma anziché migliorare la situazione è andata sempre peggiorando e ad ogni riunione ero vittima di insulti”.

“Non mi sono mai permesso di insultare né il sindaco né nessun altro – questa la replica di Rubaga – Ho solo fortemente criticato il comportamento del primo cittadino, ma sono certo che lo rifarei perché considero di una gravità inaudita il gesto compiuto dal sindaco, che voleva offrire un assessorato alla minoranza”.

Il commissariamento

Frattura personale e politica, che in queste ultime ore è degenerata e ha portato, appunto, alle dimissioni di massa. Mercoledì mattina la Prefettura ha ufficializzato il commissariamento: per la provvisoria gestione dell'ente locale è stato nominato il viceprefetto Stefano Simeone, supportato da un sub-commissario con funzioni vicarie, Calogero Russotto.

“Sono dispiaciuto e amareggiato – fa sapere su Facebook l'assessore Damiano Gandossi – ma ero consapevole che prima o poi la corda si sarebbe spezzata. Ormai da mesi il clima era pesante e le discussioni sempre più frequenti”. Capitolo chiuso.

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