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"Vietato l'accesso": il parco bresciano dove gli "stranieri" non sono graditi

E per stranieri s'intende pure i bresciani che vivono nei comuni limitrofi: il sindaco leghista a la sua giunta hanno varato un rigido regolamento per limitare danneggiamenti e caos al parco Fontanone

Foto di repertorio

"E qui comando io e questa è casa mia, ogni dì voglio sapere chi viene e chi va". Nello stilare il nuovo regolamento del parco comunale il sindaco leghista di Castel Mella sembra essersi ispirato ai celebri versi della canzone di Gigliola Cinquetti.

Un grosso cartello posto all'ingresso del parco fruga ogni dubbio: bandite la musica alta e la sporcizia, paletta alzata anche per i gruppi di persone non residenti. Se non si abita a Castel Mella bisogna chiedere l'autorizzazione, con ben 10 giorni lavorativi d'anticipo, per calcare l'erba del giardino pubblico e usare i tavoli dell'area ristoro. Non solo: c'è da pagare un canone d'occupazione.

Un giro di vite che, ha fatto sapere il sindaco Giorgio Guarneri, si è reso necessariao in seguito ai tanti episodi di danneggiamento che si sarebbero verificati negli scorsi mesi.  Stando a quanto dice il sindaco, il parco sarebbe stato invaso da orde di giovani e meno giovani provenienti da altri comuni - tanti extracomunitari, ma tanti anche bresciani - il  che avrebbe impedito ai cittadini di Castel Mella di usufruirne pienamente.

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