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Castel Mella: tre restano in carcere, ai domiciliari solo Rigosa

Dopo gli interrogatori di garanzia di venerdì, il gip Cesare Bonamartini ha disposto i domiciliari solo per il capoufficio tecnico di Castel Mella

Dopo il caso tangenti, che ha travolto due assessori leghisti, tre dei quattro indagati restano in carcere. Dopo gli interrogatori di garanzia di venerdì, nel corso dei quali gli interessati hanno respinto ogni accusa, il gip di Brescia, Cesare Bonamartini ha disposto i domiciliari solo per il capoufficio tecnico di Castel Mella, Marco Rigosa che è anche assessore leghista a Rodengo Saiano, comune estraneo alle indagini.


Restano invece in cella Mauro Galeazzi, assessore leghista a Castel Mella, Andrea Piva, geometra, e Antonio Tassone, imprenditore. La vicenda riguarda il cambio di destinazione d'uso di un terreno a Castel Mella e una presunta tangente da 22mila euro.

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